Brozovic come Kessie

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Da Spalletti a Inzaghi passando per Conte, Marcelo Brozovic rimane il giocatore più determinante dell’Inter che ora rischia seriamente di perderlo a zero

Qualcuno solo ieri ha scoperto l’importanza di Brozovic nell’Inter. Per noi lo è sempre stato, anzi se non gira lui la squadra fatica. Faticava quella di Spalletti, al quale va il merito di aver dato una identità tattica al croato, quella poi di Conte e l’attuale di Inzaghi.

Marcelo Brozovic in azione ©LaPresse

In sostanza il croato è il giocatore che determina le fortune o le sfortune dei nerazzurri, alle prese adesso con un rinnovo complicato a dir poco vista l’impossibilità di non esaudire le sue richieste economiche. La società ufficialmente, vedi ieri Ausilio, oppure tramite i suoi giornalisti amici parla di ottimismo per la firma, perché da ambo le parti c’è la volontà di allungare ulteriormente un rapporto nato sette anni fa. Tutto verosimile, ma chiudendo il libro cuore possiamo senz’altro dire che il rischio che il classe ’92 di Zagabria se ne vada a zero c’è e non è neppure basso.

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Il ‘caso’ Brozovic va accomunato a quello Kessie del Milan, con un diciamo aggravante: a differenza del rossonero per il numero 77 nerazzurro, 29 anni il 16 novembre, si tratta dell’ultimo grande contratto della carriera. Per cui se sul tavolo di suo papà nonché agente, che un giro delle sette chiese lo sta facendo, dovesse arrivare una proposta economica significativa da una delle big europee che lo hanno messo nel mirino (sappiamo del Manchester United, ma occhio al Psg e al Tottenham di Conte), ecco che sicuramente e giustamente (tutti noi aspiriamo a guadagnare di più e i calciatori non sono certo da meno) Brozovic la prenderebbe al volo dicendo addio all’Inter, la quale ricordiamo qualche anno fa se ne sarebbe liberata anche gratis. In caso contrario, non quindi perché ama il nerazzurro e tutte queste cavolate da tifosi o, peggio ancora da giornalisti fin troppo partigiani, rimarrà a Milano ‘accontentandosi’ dei 5 milioni che gli offre Suning.