Dall’Inter al Milan, la trasformazione di Pioli ha il sapore di redenzione

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Dalla infelice esperienza con l’Inter al massimo rendimento con il Milan, la sensazionale trasformazione del tecnico Pioli ha il sapore di redenzione

Stefano Pioli, 56 anni, è un allenatore che non la manda a dire. Ha sempre agito per il bene della squadra che allenava, sin dalle prime battute sulla panchina della Salernitana come primo responsabile tecnico.

L’allenatore del Milan Stefano Pioli ©LaPresse

Eppure, nonostante il suo massimo impegno, i risultati ottenuti sul campo non sono mai stati tanto sensazionali da poter essere inserito nell’olimpo degli allenatori italiani più incisivi di sempre. Dal 2003 al 2016 ha avuto l’onore e l’onere di gestire dieci squadre diverse, ciascuna coi propri obiettivi, le proprie debolezze e le proprie prospettive future. Ed ogni tanto ha dovuto addossarsi anche le critiche di chi contestava gli scarsi risultati sul campo, come se un esonero non fosse abbastanza. Subentrato sulla panchina dell’Inter nel corso della sosta di campionato del novembre 2016 al posto di De Boer, la squadra ha tirato una vera boccata d’aria fresca, ricevuto una dose di adrenalina: 9 vittorie di fila dopo una brevissima parentesi d’assestamento. Poi, a fine stagione, l’inevitabile: una nuova ricaduta gli è valsa soltanto 2 punti in 7 giornate. Quindi un nuovo esonero. Il problema, tuttavia, andava ricercato ben più affondo in qualche falla strutturale della rosa.

Pioli al Milan per risollevare dapprima il club, poi sé stesso

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Stefano Pioli ©Getty Images

In seguito all’esperienza durata una sola stagione a Firenze, Pioli è tornato a Milano nel 2019 per farsi carico della enorme responsabilità di riportare il Milan in vetta al campionato italiano. Al termine della prima stagione si è piazzato al sesto posto con la qualificazione automatica in Europa League. Questo primo, piccolo ma significativo traguardo dopo anni altalenanti gli ha fatto guadagnare il rinnovo di contratto fino a giugno 2022. Ma questa data potrebbe essere prolungata ancora una volta. Perché Pioli, dopo un’ulteriore stagione estremamente positiva chiusa al secondo posto e con la qualificazione in Champions League, ha dimostrato con tenacia cosa significa poter ribaltare le sorti di una società che non vedeva la vera luce da troppo tempo. Un po’ come ha fatto Conte all’Inter e come sta confermando tutt’ora Inzaghi. Soltanto i grandi allenatori possono, l’ammissione all’olimpo è ormai ad un passo.