Ritorno Lukaku tra sogno e realtà: come cambierebbe il gioco di Inzaghi

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Le difficoltà dell’attacco dell’Inter e le voci sul Chelsea e su Lukaku si inseguono. Tra sogno e realtà cosa cambierebbe con il ritorno di Big Rom? 

A distanza di una manciata di mesi dalla grande operazione della scorsa estate il ritorno di Romelu Lukaku al Chelsea può essere tranquillamente definito come un flop. Il gigante belga, autentico re di Milano quando ha vestito la maglia dell’Inter, ha finito per diventare uno dei tanti alla corte di Tuchel, col quale la scintilla non sembra proprio essere scoccata.

lukaku © LaPresse

Tra qualche infortunio di troppo, incompatibilità tattiche e difficoltà a riadattarsi ai ritmi della Premier League, la nuova avventura londinese di Lukaku sta incontrando diverse difficoltà, tanto da raccogliere anche una folta sequela di panchina in gare importanti della stagione del Chelsea. Le parole d’amore per l’Inter di qualche mese fa non aiutarono la sua posizione che al netto dei chiarimenti oggi non è particolarmente chiara. I Blues per riportarlo a ‘casa’ hanno speso più di 110 milioni di euro, che al momento non appaiono come un investimento proficuo. Il rendimento di Lukaku non sta pagando i giusti dividendi e tra incomprensioni e malumori le voci sul belga iniziano a susseguirsi.

Calciomercato Inter, da Dzeko a Lukaku: perchè Inzaghi dovrebbe cambiare modo di giocare

Simone Inzaghi ©LaPresse

Negli ultimi tempi, in caso di un addio dopo appena un anno al Chelsea, si è tornato a parlare di un eventuale rientro all’Inter di Lukaku. Operazione che tra sogno e suggestione è economicamente ai limiti dell’impossibile, in quanto passa da diversi fattori. Al netto delle eventuali volontà, una condizione imprescindibile riguarda il passaggio di consegne della proprietà dei Blues, senza considerare un notevole abbassamento dell’ingaggio e la formula che potrebbe essere solamente basata su un prestito.

Qualora Lukaku rientrasse davvero a Milano cambierebbero anche gli equilibri dell’attacco dell’Inter oltre che dell’intero modo di giocare della squadra di Inzaghi. Il tecnico nerazzurro infatti ha impostato sin da inizio anno uno schema seppur simile sulla carta a quello di Conte, molto diverso nell’interpretazione della fase offensiva e di costruzione. Oggi l’Inter parte con una costruzione dell’azione dal basso tra difensori e centrocampo, provando anche attraverso pazienza e possesso palla ad imbeccare poi le punte con un Edin Dzeko particolarmente attivo nel raccordo dell’azione. Lukaku invece, con Conte, ma in generale per caratteristiche, basa maggiormente il suo gioco sulla forza fisica e sulla velocità, approfittando di lanci in profondità utili a calamitare palloni su di se da ripulire poi per se stesso o per i compagni grazie alle sue indubbie doti.

Un ripassaggio da Lukaku a Dzeko modificherebbe dunque anche il modo di interpretare l’attacco, che dovrebbe essere maggiormente basato sulla verticalità e la caccia alla profondità, anche bypassando per certi versi la manovra costruita con più interpreti nella metà campo avversaria. Cambierebbero anche i movimenti dell’altra punta, con Lautaro che dovrebbe ricoprire un posizionamento più simile a quello degli scorsi anni. Dzeko e Lukaku rappresentano per certi versi il giorno e la notte: entrambi con la 9 sulle spalle, ma nell’animo e nelle intenzioni i modi per arrivare al risultato sono molto diversi e Inzaghi questo dovrebbe per forza considerarlo.