L’esonero di Inzaghi nasconde insidie: pro e contro del cambio in panchina

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La sconfitta contro la Roma al rientro dalla sosta ha reso ancora meno sicura la panchina di Simone Inzaghi. Un esonero però comporterebbe conseguenze importanti: pro e contro 

L’Inter ha avuto un altro brusco risveglio alla ripartenza del campionato, perdendo ancora una volta in rimonta. Ko casalingo contro la Roma con le medesime modalità di altre sconfitte come quelle contro Milan e Udinese, con i nerazzurri a sbloccare la partita prima di essere riacciuffati e sorpassati dagli avversari di turno. L’ennesimo segnale di una fragilità di squadra evidente, con la truppa di un Inzaghi sempre più in discussione, che fatica a reagire alle difficoltà. Inevitabile dunque che proprio l’allenatore finisca nel mirino della critica per scelte e approccio alle partite, con la piazza sempre meno paziente nei suoi confronti.

Pro e contro sull'esonero di Inzaghi
Simone Inzaghi ©LaPresse

Nel corso della sosta Inzaghi aveva incassato la fiducia societaria ma la sconfitta contro la Roma non era stata messa in preventivo. I numero dell’inizio disastroso sono sotto gli occhi di tutti e riflessioni sono inevitabili. Soltanto una volta nel campionato a girone unico il club meneghino ha perso quattro partite nelle prima otto giornate e bisogna tornare indietro al 2011/12, quando si avvicendarono addirittura tre allenatori. La distanza con le squadre di testa si allarga sempre di più e i 5 punti in meno rispetto ad un anno fa sono un primo raffronto negativo. A tutto questo va poi aggiunta una difesa in netto calo di rendimento e la bellezza di 5 ko in 10 gare ufficiali giocate: in pratica il 50%.  

Calciomercato Inter, pro e contro sull’esonero di Inzaghi: una scelta non semplice

Pro e contro sull'esonero di Inzaghi
Simone Inzaghi ©LaPresse

Inzaghi resta quindi ancorato al suo contratto fino al 2024, rinnovato qualche mese fa sull’onda lunga della passata stagione. Un accordo, anche oneroso, che ora sembra ripercuotersi contro la società. I tifosi sono sempre più spazientiti, i risultati non arrivano e la parola ‘esonero’ associata ad Inzaghi si fa sempre più imponente.

Tra i contro di un eventuale licenziamento del tecnico ci sono sicuramente le questioni economiche. Un bagno di sangue dal punto di vista societario che in questo momento storico è complesso da sorreggere. Bisognerebbe poi considerare anche le tempistiche di una mossa tanto radicale. Sarebbe stato infatti più logico effettuare un cambio nella sosta appena trascorsa, anche per dare tempo ad un sostituto di metabolizzare. In caso di esonero, con risultati estremamente negativi, si potrebbe anche ragionare sulla sosta per il Mondiale, deadline intorno alla quale si potrebbe lavorare. Tra i contro anche la rosa, costruita sulla difesa a tre e sui dettami di Inzaghi, e quindi adattabile principalmente su un altro tecnico che giochi con questo sistema tattico.

Tra i pro potrebbe esserci un ritrovato entusiasmo dell’ambiente, con una figura magari più vicina all’interismo, ed in generale spesso al cambio di panchina arriva anche una scossa emotiva ai calciatori. La squadra per certi versi sembra svuotata e reagisce male all’imprevisto, motivo per cui un volto nuovo anche emotivamente potrebbe portare qualcosa. A cavallo tra pro e contro andrebbero considerati però gli eventuali sostituti con il mercato che offre solo un potenziale ventaglio ristretto di scelte.

Ad ogni modo le prossime partite potrebbero essere decisive per prendere una decisione: l’Inter non può più fallire.