Dalla Champions al flop interista: lo scrittore talismano di Mourinho

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Dal soprannome curioso al legame con Josè Mourinho fino alla toccata e fuga all’Inter: la storia di Nuno Maniche 

Di apparizioni fugaci nel corso della storia dell’Inter ne abbiamo viste parecchie. Tra queste anche quella del 2008 di Nuno Maniche, centrocampista portoghese classe 1977 nato a Lisbona col nome di Nuno Ricardo de Olivera Ribeiro. Il lusitano divenne poi noto a tutti come ‘Maniche’ e proprio l’origine di questo nomignolo è piuttosto particolare e risale ai tempi delle giovanili con la maglia del Benfica quando giocava da esterno offensivo e sembrava ricordare nell’aspetto estetico e nei movimenti un ex attaccante danese del club lusitano di nome Michel Manniche.

Maniche talismano di Mourinho
Maniche ©LaPresse

Un nome che poi di fatto si è portato dietro per il resto della carriera che lo ha visto girovagare molto e non solo in Portogallo, vincendo peraltro proprio in patria le competizioni più importanti della sua carriera. Svolta la normale trafila iniziale e disputate tre buone stagioni al Benfica anche in prima squadra cambia maglia per accasarsi ai rivali del Porto, lì dove la sua storia cambierà.

Inter-Maniche un rapporto durato poco: il talismano di Mourinho allenato da Mancini

Maniche talismano di Mourinho
Mourinho ©LaPresse

Maniche al Porto è voluto proprio da Josè Mourinho, uomo al fianco del quale riuscirà a vincere da protagonista due campionati lusitani, una Coppa del Portogallo, due Supercoppe di Portogallo, una Coppa Uefa e soprattutto una Champions League e una Coppa Intercontinentale. Nel frattempo col Portogallo diventa anche vice campione d’Europa ma è quel legame con i biancoblu di Mourinho a farlo entrare nella storia del calcio lusitano.

Dinamo Mosca, un prestito al Chelsea dello Special One e Atletico Madrid sono le successive tre tappe di una carriera che inizia a far registrare i primi stenti, prima dell’approdo a titolo temporaneo nel gennaio 2008 proprio all’Inter. Curiosamente in nerazzurro ci arriva con Mancini in panchina, e dunque non riuscirà ad incrociare Mourinho. Soli sei mesi a San Siro con un gol alla Juventus e poco altro da registrare per una vera e propria comparsata. A Milano l’impronta non resta e tra Atletico ancora, Colonia e Sporting conclude la carriera da calciatore prima di provarci anche da assistente allenatore, senza dimenticare la nomina da ambasciatore per l’Europeo 2020. Negli anni scorsi Maniche ha anche intrapreso la strada dello scrittore con un libro intitolato “Maniche 18 – Las historias (todavía) no contadas”, che prevede anche la prefazione del suo maestro, Josè Mourinho.