Rivuole Hakimi: operazione da 90 milioni di euro

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I grandi amori non si scordano facilmente. Dunque non non dovrebbe stupire la posizione di chi, dopo averlo avuto, rivuole a tutti i costi Hakimi

Per l’Inter, al di là di tutte le più romantiche e fantasiose suggestioni, il ritorno di Achraf Hakimi è quasi fantascienza. Diciamo pure utopia estrema.

Conte vuole Hakimi - www.interlive.it
Hakimi © LaPresse

Eppure la società nerazzurra non è la sola che rivuole Hakimi. Il marocchino piacerebbe anche Antonio Conte, l’allenatore che in pochi mesi ha saputo plasmare Achraf e trasformarlo da freccia potente e un po’ inconcludente a prototipo perfetto del terzino contemporaneo. Dopo una sola annata (l’indimenticabile stagione 2020-21) all’Inter con Conte, Hakimi è inconfutabilmente maturato, migliorando tantissimo in difesa e affinandosi anche come giocatore offensivo.

Dunque, mister Antonio Conte sogna di poter riallenare l’Hakimi che ha stimolato, criticato e infine eligiato come pedina fondamentale del suo gioco. Se il leccese dovesse conservare il posto al Tottenham, cioè rinnovare il contratto in scadenza a giugno, Levy e Paratici potrebbero provare a premiarlo con il regalo più atteso e, comprensibilmente, difficile. Tuttavia, per accontentare Conte bisogna sempre mettere in conto sforzi particolari e grossi sacrifici. Che nel caso specifico si traducono in un esborso notevole.

Da un lato, quindi, la missione sembra già parecchio complicata. Non è un mistero: il PSG potrebbe sparare alto. E comunque la valutazione che a Parigi fanno del marocchino si pone tra i 90 e 100 milioni di euro. Il che equivale a dire che non hanno intenzione alcuna di cederlo.

Tuttavia, se ha senso, almeno in termini narrativi, il sogno dell’Inter, ovvero la possibilità di poter prendere il giocatore sfruttando il suo amore dichiarato per il club lombardo, si potrebbe anche immaginare che il ragazzo possa forzare la mano ai parigini per riabbracciare il suo mentore pugliese. “Hakimi ama ancora molto l’Inter – ha detto l’ex difensore del Palermo e amico del laterale marocchino, Achraf Lazaar, nell’intervista a ‘Libero’ – Sta bene a Parigi, ma mai dire mai…”.

Conte lo rivuole e l’Inter lo sogna: quale sarà il destino di Hakimi

I tifosi nerazzurri non hanno smesso di vagheggiare un clamoroso ritorno. Il ragionamento, dettato dal cuore, pone l’ipotetica trattativa che riporterebbe il marocchino a Milano in parallelo a quella che ha rintrodotto ad Appiano Gentile (almeno in prestito) il figlior prodigo Romelu Lukaku

Antonio Conte vuole Hakimi - www.interlive.it
Antonio Conte © LaPresse

Sì, l’esterno destro ha gridato “Forza Inter” durante i festeggiamenti con la squadra marocchina in Qatar, e avrebbe confessato a Lautaro di sentire molta nostalgia dell’Inter. Dunque è possibile che Hakimi abbia solo bei ricordi dei mesi passati all’Inter. Ma ciò che è successo con Lukaku è davvero riproponibile?

I contesti sono molto diversi. Da un lato c’era un calciatore che ha deluso profondamente il club acquirente e che aveva bisogno di essere rilanciato. Dall’altro c’è un campione di cui il PSG non si priverebbe mai.

Ciò non toglie che Hakimi sarebbe rimasto volentieri all’Inter e che, al contempo, non si dispera certo per l’essere finito in una squadra di fuoriclasse che gli dà 8 milioni a stagione.

Da Conte o all’Inter…

Hakimi dice di voler bene all’Inter, e in ciò di sicuro non si cela una blandizia né una menzogna. Nonostante ciò, il marocchino non è ai ferri corti con il Paris Saint-Germain e non ha bisogno di rilanciarsi. E tutto ciò significa che per l’Inter Hakimi è più di un tabù. Anche Conte rivuole Hakimi, abbiamo detto. E se vorrà davvero tornare ad allenarlo, dovrà trasferirsi come allenatore al PSG, oppure dovrà innanzitutto convincere il Tottenham a sborsare un capitale.

Hakimi sa di essere diventato un calciatore completo anche grazie al pugliese. Pur essendo sempre stato molto versatile, molto veloce e dotato di una buona tecnica, oggi è più maturo tatticamente, più disciplinato in difesa e più preciso nei tiri.

Con Conte, il ventiquattrenne marocchino nato a Madrid ha affinato anche le sue doti da impostatore di azione tramite lanci lunghi e rifinitore. Ed è cresciuto enormemente nelle letture delle situazioni dinamiche in difesa. Conte spererà magari in un po’ di nostalgia o in un pizzico di gratitudine. Ma il calcio, si sa, è un mondo spietato.