Non positiva la prestazione di Marcenaro a San Siro, insufficiente soprattutto sul piano disciplinare
L’Inter batte il Pisa 6-2 dopo una strepitosa rimonta nata da un calcio di rigore conquistato e trasformato da Zielinski. Lungo check del Var che alla fine conferma la decisione di campo dell’arbitro Marcenaro di decretare la massima punizione per il tocco di mano di Tramoni sul tiro del polacco.
E’ vero che il pallone sbatte prima sul petto del trequartista dei toscani, ma le braccia sono comunque in posizione punibile. Corretta quindi la decisione. nonostante sui social qualcuno abbia provato a fare polemica parlando di rigorino e di aiutino.

La squadra di Chivu chiede anche un secondo penalty nella ripresa per la spinta alle spalle di Akinsanmiro sullo stesso Zielinski. Stavolta Marcenaro lascia proseguire, ma i dubbi restano: non si tratta di un semplice spalla contro spalla e poco importa che il regista interista non avesse controllato bene il pallone. Il Var in questi casi lascia sempre che sia l’arbitro a valutare l’intensità del contatto.
Ma gli errori più gravi riguardano il lato disciplinare: corrette le ammonizioni di Marin, Calabresi e Barella, eccessiva quella a Lautaro Martinez che non commette un fallo imprudente. Manca il cartellino giallo a Coppola che colpisce al volto Pio Esposito. Mal posizionato, interrompe un’azione promettente di Mkhitaryan in area pisana facendosi colpire dal pallone. Da regolamento deve restituirlo a Scuffet.





