La confessione di un ex nerazzurro sulla telefonata di Ausilio. Tirati in ballo anche Conte e uno storica capitano
“L’Inter è stata una delle tante cazzate di pancia fatte nella mia carriera”. Pensieri e parole di Emiliano Viviano. Zero presenze ufficiali con la maglia nerazzurra, che però ha detenuto il suo cartellino nella stagione 2011-12, caratterizzata da un grave infortunio durante la preparazione estiva. In una intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, l’estremo difensore fiorentino ha raccontato tutti i retroscena relativi al club meneghino.

“Il più grande rimpianto della mia carriera è l’Inter. Julio Cesar era al suo ultimo anno di contratto con i nerazzurri, ma io feci di tutto per andare via lo stesso, contro il parere del club. Non gli ho creduto. Sette anni dopo ebbi la possibilità di tornare – rivela Viviano – perché si era fatto male Handanovic. Feci le visite mediche e anche un allenamento con la squadra”.
“Poi rimasi chiuso in un hotel ad aspettare a vuoto, finché non arrivò la telefonata di Piero Ausilio che mi disse: ‘Vivio, non si fa‘. Qualcuno disse per volontà dello stesso Handanovic, qualcun altro per Conte, non lo so. Fare l’allenatore? La cosa mi appassiona, ma poi vedo Chivu che in sei mesi è invecchiato di 20 anni… Non è un lavoro che puoi fare a metà, però ho 40 anni, in futuro chissà”.





