Chivu: “Volevo mandare Lautaro, ecco cosa mi preoccupa”. Poi dà una lezione a Conte

Le dichiarazioni del tecnico dell’Inter alla vigilia del derby d’Italia con la Juve

Chivu elogia Spalletti, suo allenatore alla Roma, prima del derby d’Italia con la Juve: “Dal suo arrivo la squadra è cresciuta – le parole del tecnico dell’Inter in conferenza stampa – Luciano è migliorato molto ed è un esempio: in poco tempo Luciano è riuscito a dargli un’identità. Sul piano individuale i giocatori sono migliorati, e poi sa mettere in difficoltà chiunque”.

Chivu in conferenza stampa
Chivu: “Volevo mandare Lautaro, ecco cosa mi preoccupa”. Poi dà una lezione a Conte – Interlive.it

Spalletti non parlerà alla vigilia, Chivu avrebbe voluto emularlo: “Ho detto a Gigi (Crippa, ndr) di mandare Lautaro, ma non hanno voluto (ride, ndr). Così avremmo pareggiato la scelta della Juve, che condivido perché per un allenatore parlare ogni tre giorni è difficile. Non cambiano i concetti da una partita all’altra.

Se mi preoccupa la loro aggressività? Be’, sarà importante l’approccio. È una squadra ibrida con mobilità. Ha più modi per fare male. Dobbiamo essere pronti ad accettare che a volte il dominio della gara può passare da noi a loro”.

Chivu non si accoda alle polemiche arbitrali, dando una grande lezione a Conte e non solo: “Parliamo sempre delle stesse cose anche dopo il VAR. Quando vedrò un allenatore dire ‘l’arbitro mi ha favorito’… Perché poi ci si lamenta sempre quando sbaglia contro la propria squadra. Se temo che un arbitro possa essere condizionato dalle lamentele? Io non vedo fantasmi – ha risposto – Il mio compito è vedere quello che fanno i miei giocatori, sono stato scelto per trovare soluzioni e non per lamentarmi“.

Il romeno ha confermato il ritorno tra i convocati di Barella e Calhanoglu, senza sbilanciarsi sul loro impiego. La mezz’ala potrebbe partire dal 1′: “Si allenano da lunedì e non hanno avuto problemi. Se domani possiamo dare una mazzata alle avversarie in chiave Scudetto? Entriamo in campo sempre per vincere, ma il campionato è ancora lungo. Qualsiasi risultato può fare la differenza solo sul piano morale”.

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