Pessima prova dell’arbitro romano, male assistito dal Var Abisso, nel derby della Madonnina. E quel gol annullato…
La corsa scudetto è ufficialmente riaperta. Il Milan batte di nuovo l’Inter, con il risultato di 1-0 come all’andata. Eroe a sorpresa della serata è stato Estupinian, al suo primo gol in Serie A. Ma il vero uomo partita era vestito di giallo e risponde al nome di Daniele Doveri. Il fischietto romano sbaglia tutte le decisioni importanti, indirizzando la gara verso i rossoneri di Allegri.

Clamoroso quanto fatto nei minuti di recupero. Prima annulla un gol a Carlos Augusto sul calcio d’angolo battuto da Dimarco perché vuole riprendere i giocatori che stanno cercando di prendere posizione. Ma dovrebbe farlo prima che parta il cross e non dopo, quando il pallone è in gioco e quindi potrebbe prendere decisione tecniche (ma non ci sono falli!) oltre che disciplinari.
Poco dopo c’è un netto tocco di mano di Ricci sulla sponda di petto di Dumfries. Come mostrano le immagini qui sotto, il braccio del milanista inizialmente attaccato al corpo si allarga per colpire il pallone. Un movimento volontario che ricorda quello di Bisseck in Inter-Lazio della passata stagione. Stavolta il Var – dove c’è Abisso, famoso per il tocco di D’Ambrosio di petto trasformato in rigore per la Fiorentina – non interviene.
#MilanInter – Rischia tanto #Ricci: il braccio inizialmente stretto, quando #Dumfries colpisce di petto, va verso il pallone e quindi può essere considerato punibile @calciomercatoit pic.twitter.com/t0C6CcbWqS
— Maurizio Russo (@maugirzio_russo) March 8, 2026
Ma gli errori di Doveri non finiscono qui. Scandalosa la gestione dei cartellini: ne manca uno per Zielinski a inizio gara per fallo su Rabiot, poi lo stesso francese commette uno step on foot su Dimarco. Sarebbe giallo, ma non viene fischiato nemmeno fallo. Ammonizione che arriva nella ripresa, ma doveva essere la seconda. Da espulsione anche Modric: ok il giallo per aver mandato a quel paese l’arbitro, ma subito prima fa un fallo imprudente su Sucic. E per fortuna che c’è la Marotta League.





