La moviola del posticipo di Serie A: l’arbitro comasco e il Var Maresca chiudono gli occhi su due penalty
L’Inter rimanda ancora l’appuntamento con la vittoria e vede assottigliarsi il suo vantaggio sulle inseguitrici. All’ultima sosta per le Nazionali, la squadra di Cristian Chivu si presenta con 6 punti in più del Milan e 7 sul Napoli. Da Pasqua in poi otto giornate che decideranno chi si diventerà campione d’Italia. Nel pareggio contro la Fiorentina però, ancora una volta, c’è lo zampino dell’arbitro.

Stavolta a dirigere la gara era Andrea Colombo della sezione di Como, lo stesso di Juventus-Inter 4-3 della terza giornata. E ancora una volta i nerazzurri sono sfortunati con lui… Quattro i rigori chiesti in partita, due per parte. I viola si lamentano per un contatto tra Carlos Augusto e Kean che però è un semplice scontro di gioco. Nella ripresa tocco di mano di Pio Esposito, ma il braccio è dentro la figura e non punibile.
Al settimo tocco di mano di Pongracic: non può parlarsi di pallone inaspettato perché il cross arriva da lontano. Il braccio aumenta il volume del corpo ed evita che la sfera arrivi a Thuram dietro di lui. L’ex arbitro Cesari non ha dubbi: “E’ rigore”. All’ultimo secondo Pio Esposito impegna De Gea con un tiro centrale. Il centravanti dell’Inter è trattenuto vistosamente da Ranieri. Colombo clamorosamente lascia proseguire, il Var Maresca di Napoli resta in silenzio.
Incredibile il trattamento riservato a Marcus Thuram: tre falli netti non fischiato sull’attaccante francese. Il primo a centrocampo, da cui nasce la prima occasione viola con il tiro a giro di Kean parato da Sommer. Altri due al limite dell’area avversaria. E dopo il secondo Carlos Augusto è costretto a spendere il fallo da ammonizione: diffidato, il difensore brasiliano salterà Inter-Roma a Pasqua.





