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Inter, il mercato del ‘ciapa no’

Massimo Moratti (Getty Images)

INTER, IL MERCATO DEL CIAPA-NO/ MILANO – Quante chiacchiere, quanto gran parlare. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. In fin dei conti, che calcio sarebbe senza il calciomercato. Ci troveremo davanti solo una triste estate, all’insegna di sole, spiaggia e mare (il che non è poco), troppo poco per veri appassionati e ‘malati’ di questo sport. Qualcuno potrebbe dire, ‘ma ci sono gli Europei’, però tutti sappiamo che non è la stessa cosa. Il calciomercato ti tiene con il fiato sospeso, l’ansia della notizia a tutti i costi, dello scoop o della cosiddetta ‘clamorosa’ trattativa. Diciamo anche, che in Italia le campagne acquisti degli operatori di mercato non sono più quelle di un tempo. Pochi soldi quindi pochi investimenti. Prestiti, comproprietà, riscatto e contro riscatto. Si è tornati al baratto in poche parole: ‘io do una cosa a te, e tu dai una cosa a me’. Cosi vivacchiano i club italiani, alla ricerca affannosa del colpo low cost. A volte ti può andar bene, altre volte meno. Ed è così, per ora, il mercato dell’Inter. Sulla pentola dello chef Moratti bollono tanti nomi, alcuni affascinanti, altri che generano perplessità. Giusto cominciare dal portiere, ossia Julio Cesar. La società ha intenzione di cederlo, ma di squadre interessate in giro manco un’ombra. Non perché il giocatore non valga, anzi. Il brasiliano è però in avanti con l’età – fattore forse meno determinante – ed ha soprattutto un ingaggio molto pesante, oltre che i noti guai fisici. Cederlo non sarà facile, così come acquistare un suo sostituto. In casa l’Inter ne avrebbe già due da poter lanciare (Viviano e Bardi), ma giusto per crearsi altri ostacoli, Branca e co. vorrebbero provare a portare a termine il colpo Handanovic, bravo, sicuro di sé, ma non un fenomeno assoluto. Anche in questo caso, tante voci – comproprietà l’ultima ipotesi – ma poca concretezza. Se non parte Julio Cesar non arriverà lo sloveno, a meno di un harakiri della Beneamata.

La difesa dell’Inter è invece un dramma. Maicon e Lucio sull’uscio della porta, forse anche Ranocchia, Silvestre che non arriva, Andreolli si, anzi no, no aspetta forse ci ripensiamo. Insomma, caos nel caos, alla faccia di Stramaccioni, il quale non più tardi di due settimane fa aveva avanzato la richiesta di poter avere – in ritiro – gran parte della rosa al completo, con acquisti e cessioni definite. L’unico nuovo acquisto, se così si può dire, sta nel rinnovo di Cristian Chivu. Il romeno resterà a Milano per altri due anni per volere di Strama, che lo vorrebbe far giocare da centrale, e per questioni economiche. A 31 è difficile trovare un club disposto a siglare un accordo pluriennale a cifre superiori ai 2 milioni di euro. Comunque, qualcosa in difesa si dovrà pur fare. Serviranno elementi freschi e continui sulle corsie esterne, dove il solo Nagatomo non dà tante speranze ai tifosi interisti. Per il centrocampo si è lavorato meglio, anche se si può e si deve sempre migliorare. Ottimo il riscatto di Guarin – da verificare la sua tenuta fisica – molto bene il quello di Andrea Poli. Il centrocampista ex Sampdoria ha ampi margini di miglioramento, sempre se lui vorrà migliorarsi, sia chiaro. Stramaccioni vorrebbe un altro tassello di forza fisica sull’asse mediana. A tal proposito, ecco Gaby Mudingayi, vicino a vestire il nerazzurro. Gli obiettivi restano sempre i soliti: de Jong e Paulinho, quest’ultimo conosciuto solo in terra brasiliana, dalle nostre parti molto meno. Di M’Vila meglio non aggiungere altro rispetto alle tante voci che circolano ogni giorno: il mediano del Rennes ha un costo eccessivo per l’Inter, che, elemento da non trascurare, non disputerà nemmeno la Champions League nella prossima stagione.

Se son rose fioriranno. E’ il caso di Destro e Longo. Uno viene, l’altro va. O almeno, così si spera. Destro piace, ma, giustamente, il Genoa se lo farà ben pagare. Per il baby attaccante della Primavera, la speranza è che – dopo il prestito in Liguria – possa ritornare alla Pinetina, senza dover compiere lo stesso percorso angusto del suo compagno Mattia. Per il bene economico dell’Inter, soprattutto. Sicuro di restare è il solo Milito, mentre per Forlan e Pazzini la ricerca di acquirenti si fa sempre più dura. Bene l’arrivo di Palacio. Come per M’Vila, Lucas è un sogno irraggiungibile per la società milanese. Il costo del suo cartellino è ormai sulla bocca di tutti (35 milioni), cifra più cifra meno, il problema è sempre quello di capire il valore effettivo, ossia le qualità reali del giocatore. Spesso, tanta pubblicità non ha collimato con le doti mostrate in campo. Forse non vale la pena, a prescindere dal costo, investire quasi a ‘scatola chiusa’ su un giocatore di questo tipo. In casa hai Coutinho e Sneijder, altro non occorre dire.

 

Raffaele Amato