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Inter, gli imperativi di Moratti: “Vendere e poi acquistare”

Massimo Moratti (Getty Images)

INTER, PARLA MASSIMO MORATTI UFFICI SARAS / MILANO – Sognare è lecito. E’ giusto che i tifosi sognino il ritorno di una grande squadra, l’acquisto di campioni e di giocatori dal grande talento e dalla personalità spiccata. E’ lecito tutto e il contrario di tutto. Ma bisogna guardare in faccia alla realtà, capire il momento e le difficoltà del calcio italiano e dell’Inter stessa. Appunto, limitarsi a sognare e sperare, senza farsi coinvolgere da eccessivi disfattismi, senza farsi trascinare dal pessimismo cosmico che spesso e volentieri ha fatto parte del popolo di fede nerazzurra. Vivere la realtà così com’è, sostenere sempre la propria passione e la propria fede sportiva, anche se questa, oggi come oggi, regala molto meno gioie e sempre più delusioni. Dalle sconfitte ci si può rialzare, anche dall’amarezza, certo. Di sicuro, le ultime dichiarazioni di Moratti non danno adito a trionfalismi avventati. Il patron dell’Inter ha usato due imperativi, forse per dovere di correttezza e per sano realismo, per descrivere il momento attuale della sua squadra, alla quale, almeno fino a ora, l’è stato corredato un mercato senza grandi colpi di scena: “Vendere e poi acquistare – come riporta Repubblica.it – Non c’è nient’altro da dire, per adesso”. Laconico, conciso. Il numero uno del club di Corso Vittorio Emanuele ha ribadito un concetto già espresso, seppur con toni diversi, da Marco Branca nei giorni scorsi. Chiarezza, amara verità per chi ha il nerazzurro stampato sul petto, e la passione interista nel profondo del cuore. Ma, è giusto così. Non illudere, non riaccendere la fantasia, guardare allo stato reale delle cose, così come sono. Una situazione pesante, ma non c’è una via d’uscita, questo è il mercato. Uno parte, e l’altro arriva. Se il vecchio resta, il nuovo non arriva. Equazione facile facile. Di necessità virtù, si spera. Che le idee e le strategie possano soppiantare questo blocco economico ci potrebbe anche stare, anzi, è l’unica ancora di salvezza. Un’ancora a cui sono aggrappati tutti i dirigenti dell’Inter, Moratti in testa. Se i soldi non ci sono, che ci sia un progetto, almeno. Altrimenti, la barca potrebbe affondare nel mare della mediocrità.

 

Raffaele Amato