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Inter: c’è il rischio di accontentarsi

Andrea Stramaccioni (Getty Images)

INTER, C’E’ IL RISCHIO DI ACCONTENTARSI / MILANO – Il suo volto era sorridente, disteso. Andrea Stramaccioni è il nuovo leader dell’Inter, ruolo che incarna nel migliore dei modi. Simpatia e tante risate, ma è proprio scherzando che si dice la verità. Il tecnico nerazzurro, durante la conferenza stampa di ieri, ha dribblato come un’ala di un tempo alle domande sul mercato, e sui potenziali nuovi arrivi. Ma, nella cordialità dell’evento si è lasciato scappare una frase sibillina quanto mirata. Mirata a fare centro nella testa della dirigenza interista, “sarei preoccupato solo se non dovesse arrivare qualcuno con certe caratteristiche”, entro il 31 agosto, aggiungiamo noi. Strama, e questo è noto, ha bisogno di almeno tre rinforzi di spessore, non rincalzi o poco più.

E purtroppo per lui, il tempo stringe. Da qui all’ultimo di agosto mancano ancora 22 giorni – non pochissimi – ma forse non abbastanza per portare a termine acquisti di primo piano, il che significa completamente funzionali al progetto. Tra una trattativa arenata e un’altra finita peggio, l’Inter ha perso una serie di obiettivi ritenuti imprescindibili per programmare la squadra del futuro. La verità è che si è dissipato del tempo dietro a nomi irraggiungibili per vari motivi, soprattutto in relazione al nuovo e basso budget a disposizione. Si è inseguito il ‘colpo’ Lavezzi, poi il ‘sogno’ Lucas, due giocatori costosi e con concorrenza più forte sul piano economico.

Il tempo gettato alle ortiche ha complicato altre trattative, già difficili di per sé per via delle annose difficoltà sul fronte cessioni, altro bel problema di casa Inter. Un mercato simile, per certi versi, a quello della scorsa estate, culminato poi con l’acquisto di Diego Forlan. I nerazzurri corrono, o correranno il rischio di accontentarsi, ossia di prelevare giocatori non ritenuti inizialmente all’altezza del club. Tutto a scapito di Stramaccioni, costretto come i suoi predecessori a fare di necessità virtù. E a modellare e ridisegnare una squadra piena di lacune in quasi tutti i ruoli. La fretta è cattiva consigliera, ma l’immobilismo fa ancor più danni.

 

Raffaele Amato