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Inter, Cassano: “Al Milan mi faceva giocare Ibra. Se potessi tornare indietro…”

Antonio Cassano (Getty Images)

INTER, CASSANO MORATTI IBRA GALLIANI/ MILANO – Parla poco, ma quando lo fa non è mai banale. Antonio Cassano, ospite del programma ‘Undici’, non si è risparmiato ed ha affrontato tutti i temi caldi che lo riguardano a cominciare dall’ottimo avvio di stagione con la maglia dell’Inter: “Non so se questo è il miglior Cassano di sempre, di certo sotto il profilo realizzativo sì, anche se io preferisco gli assist ai gol. In carriera non ho mai reso al 100%, bensì al 30-40% ma va bene così: l’importante è stare bene ed essere felice come adesso all’Inter. Alla Pinetina mi fanno sentire tutti importanti: dalla persona che conta meno al presidente Moratti che è una persona squisita. Ho tanti nemici nel mondo del calcio, ma nel mondo nerazzurro mi vogliono bene”.

CAPITOLO MILAN – Inevitabile che si parli del suo recente passato al Milan e della brusca interruzione del rapporto con il club rossonero. Cassano ha qualche sassolino da togliersi: “Non era una questione di soldi, ma non mi facevano sentire importante. Dopo la partenza di Ibrahimovic nessuno mi ha fatto capire che credeva in me: io volevo giocare o che almeno fossero chiari con me. Devo ringraziare molto Ibra perchè se non ci fosse stato lui a sponsorizzarmi non so quanto avrei giocato… Galliani? Di lui non parlo: so che i milanisti mi fischieranno nel derby, ma io li ringrazierò sempre per il sostegno e se ho litigato con loro è colpa di qualcuno”. A proposito di derby, ci si chiede sempre chi abbia fatto l’affare nello scambio di mercato con Pazzini: “Non lo so, lui è un amico e spero posso fare bene anche se non ci sono più io a fargli gli assist. Eravamo entrambi infelici ed abbiamo fatto una scelta, ma secondo me l’Inter è più forte del Milan”.

SCUDETTO, CAPELLO, NAZIONALE, GARRONE – FantAntonio si lascia andare a qualche pronostico: “La Champions la vince il Barcellona, lo Scudetto spero lo vinciamo noi anche se adesso la Juventus non ha rivali e può andare avanti per anni, mentre la classifica dei cannonieri la vince Milito“. Il sogno si chiama Mondiale: “Nel 2006 Lippi fu onesto, mi chiamò dicendomi che non mi avrebbe convocato, menter nel 2010 qualcuno gli parlò male di me… Deciderà Prandelli, ma sogno di giocare Brasile 2014″. Non ci sono dubbi sul miglior allenatore che ha avuto in carriera: “E’ Capello: lui ha fatto tanto per me ed io poco per lui. Non lo meritava, ma ci lega ancora una grandissima stima. Cosa non rifarei se potessi tornare indietro? Non tratterei male Garrone. Mi voleva bene come un figlio, ora stiamo cercando di recuperare il rapporto. Vorrei finire la carriera alla Sampdoria ed in ongi caso andrò a vivere a Genova quando smetterò col calcio”.

Maurizio Russo