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Inter-Chievo, conferenza LIVE di Stramaccioni

Stramaccioni in conferenza - Foto Interlive.it

INTER-CHIEVO, CONFERENZA STAMPA STRAMACCIONI / MILANO – Un’altra svolta, come all’andata. Andrea Stramaccioni prova a risollevare l’Inter dopo un periodo deludente a partire dalla sfida casalinga contro il Chievo, che un girone fa diede avvio alla serie di sette vittorie consecutive in campionato. Ecco le parole del tecnico nerazzurro in conferenza stampa:

“Già all’andata il Chievo dimostrò di essere molto organizzato. Poi Corini ha trovato nelle ultime partite un certo equilibrio e continuità che li ha portati a vincere in casa della Lazio. Difesa a quattro? Il sistema di gioco è importante, ma soprattutto dobbiamo tornare a giocare da grande squadra: il cambio tattico ci ha portato dei vantaggi, ora la rosa si è definita con l’arrivo di nuovi giocatori ed il recupero di pedine importanti come Chivu, Stankovic e Milito. L’idea di gioco è importante: la partita di Siena ha rappresentato un punto in cui dall’allenatore al presidente ai giocatori si è detto ‘torniamo a fare l’Inter’. Abbiamo giocato brutte partite, ma vogliamo ritornare a essere la squadra che se l’è giocata con le prime ed è arrivata ad un punto dalla vetta. Kuzmanovic? E’ un centrocampista centrale che può giocare a due o a tre: le cose migliori le fa davanti la difesa perché detta i tempi o fa da schermo alla difesa. La concorrenza per il terzo posto è aumentata, abbiamo perso dei punti per strada, ma da domani dobbiamo tornare a vincere e riprendere la corsa ai primi posti. Milito? Con Combi lo abbiamo gestito con grande cura e anche se poteva giocare qualche minuto col Siena ho preferito non rischiarlo: sono già due settimane che si allena al 100% e ora spetta a me decidere quanto e quando schierarlo. Samuel è stata una brutta perdita sia come giocatore che come personalità: lo aspettiamo con serenità, perché il suo infortunio va recuperato bene. Su Cambiasso ho letto e sentito cose assurde: ha avuto un problema alla caviglia ed ha fatto di tutto per esserci a Siena. E’ importante prima come uomo che come calciatore perché mi è stato sempre vicino: col Torino è entrato ed ha pareggiato la partita. Non c’è nessun problema con lui ed ho capito che quando le cose vanno male se ne sentono di tutti i colori… Abbiamo avuto un ciclo di partite in cui non abbiamo fatto l’Inter come atteggiamento: dobbiamo sempre mettere sotto l’avversario e dare tutto fino alla fine. Ma quello che ho visto a Siena non lo voglio più vedere né io né i ragazzi: con questo organico abbiamo il dovere di tornare a lottare per le prime posizioni e lottare ogni partita, anche se ne dovessimo perdere qualcun’altra. Non c’è tempo per piangere o guardarsi indietro: dobbiamo far parlare il campo. Moratti dice che l’aggangio del Milan è uno stimolo? Il presidente intendeva che nei momenti difficili abbiamo tirato fuori qualcosa in più: tra tre partite c’è il derby e ci giochiamo un posto con loro, ma non mi interessa il nome del competitor. Le variabili individuali sono cambiate in sei mesi di lavoro ed ora ho più scelte: ma abbiamo vinto partite con diversi moduli. Kovacic? Quando lo abbiamo acquistato aveva già 40 partite di campionato e 12 di Champions: un bel bagaglio di esperienza per un giovane. Può ricoprire tutti i ruoli di centrocampo: davanti alla difesa, interno in una mediana a tre o con un incontrista accanto, ma non dietro le punte. Con Balotelli il Milan ha preso un giocatore importante, ha un attaccante forte in più. Schelotto un azzardo? E’ normale che abbia trovato difficoltà come tutti i nuovi, ma anche quelli che erano qui dall’inizio, poi è stato esposto di più perché abbiamo sofferto sulla destra. Ma è stata una sconfitta di tutti, a partire dall’allenatore. Nagatomo? Ormai i giocatori sono abituati ai lunghi viaggi, non credo che ne risentirà domani. Tridentone? Abbiamo cinque giocatori che possono ricoprire i tre ruoli di attacco: Cassano, Palacio e Milito sono i tre grandi giocatori che possono mettere in difficoltà qualsiasi difesa. Ma spesso non siamo stati equilibrati, io cerco comunque di mettere in campo il massimo della qualità e della pericolosità: domani ho in mente di schierarli anche se non so se dall’inizio. Deve giocare l’Inter più competitiva ed equilibrata. Ho un ottimo rapporto con i direttori e comunque ora le mie esigenze sono solo tecnico-tattiche, poi le domande su come migliorare la struttura va chiesta al presidente. Doping nello sport? E’ una sconfitta: non ho competenza né mi permetto di giudicare nessuno, ma da appassionato credo sia una sconfitta di tutti”.