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Inter, troppo importanti per Stramaccioni

Fredy Guarin (Getty Images)

INTER IMPORTANZA FREDY GUARIN STRAMACCIONI / MILANO – Ha indubbiamente irritato il suo atteggiamento, la sua superficialità e sbadataggine che non gli hanno consentito il ritorno a Milano secondo previsioni. Fredy Guarin è riapprodato a Milano con un giorno di ritardo, ventiquattro ore dopo l’appuntamento prefissato con la società, con lo staff tecnico e soprattutto con Andrea Stramaccioni, deciso a puntare sul suo debordante strapotere fisico per annichilire lo spauracchio Pirlo, oltre che sulla sua capacità, quando ne ha voglia, di eseguire le due fasi, ovvero di dare una mano in fase difensiva, e un appoggio al reparto d’attacco, composto ormai dai reduci Cassano e Palacio. Perdere l’aereo ha fatto infuriare, giustamente, il tecnico e il presidente Moratti, che assieme alla dirigenza valuteranno quale punizione infliggergli: probabilmente gli verrà comminata una multa.

E’ una cosa che riguarda la società, bisogna capire quello che è successo, da quello che ho capito da Ivan Cordoba, non c’è stata negligenza da parte del giocatore: la mia scelta in ottica formazione dipenderà solo dalla condizione fisica“.

Con queste parole, a riguardo, si è espresso Stramaccioni. L’allenatore ha spento sul nascere ogni tipo di polemica, ma ha soprattutto posto una semplice condizione al possibile impiego del centrocampista colombiano contro la Juventus: un buono stato atletico. Problema assente nel caso di Guarin, visto che a parte il lungo viaggio da smaltire (circa 10-12 ore, ndr), tutt’altro che impossibile in poco meno di ventiquattro ore, è sceso in campo solamente per poco meno di dieci minuti nei due incontri validi per le qualificazioni ai mondiali del 2014 disputati dalla sua Colombia.

Guarin è troppo importante per l’Inter, è l’unico giocatore di spessore internazionale, giovane e integro, presente nell’attuale rosa. Ed è proprio per questo che difficilmente il mister romano domani pomeriggio rinuncerà a lui, anche perché alternative valide non ci sono. Tantomeno lo è, alternativa affidabile, Ricardo Alvarez, lontanissimo dagli standard agonistici europei (e italiani, ndr), mai determinante come Guarin, se non in qualche raro spezzone negli ultimi mesi. Inoltre, l’agentino non è assolutamente in perfette condizioni fisiche, e forse mentali, per affrontare una rivale così forte, atleticamente pronta, come lo è la Juventus di Antonio Conte.

 

Pereira e Gargano li ho visti solo stamattina, Guarin si sta allenando adesso. Vogliamo fare una grande prestazione davanti ai nostri tifosi, magari cambierà il modulo ma ce la giocheremo come all’andata. Palacio l’ho visto un po’ frullato: oltre al dispendio energetico c’era l’altitudine. E’ stanco, ma domani farà gli straordinari oltre che una grande partita“.

Rodrigo Palacio (Getty Images)

Impossibile fare a meno di lui. Dell’argentino con la treccia, reduce dai quasi novanta minuti di La Paz, a oltre 3.000 metri d’altitudine. Senza contare, anche per lui, il viaggio di ritorno. L’attaccante effettuerà solo due allenamenti, due sessioni comunque refrigeranti per i suoi muscoli, stanchi, come ammesso dallo stesso Stramaccioni, dopo le fatiche sudamericane. In questo momento il tecnico interista non può metterlo in disparte, tantomeno concedergli un po’ di legittimo riposo. Rocchi, comprato a gennaio, ma fin qui inoperoso, non dà garanzie, Milito è infortunato, mentre Cassano non ha certo quel senso del gol necessario per sperare di sconfiggere la ‘Vecchia Signora’. Né la capacità di sbaragliare la sicura ma non imperforabile – molto dipenderà dal supporto del centrocampo bianconero – retroguardia juventina. Una cosa, comunque, è certa: se giocherà Samuel dal primo minuto, probabile, l’Inter scenderà in campo con la difesa a tre. Esattamente come all’andata.

 

Raffaele Amato