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Mazzarri: “La mia Inter dopo il mercato. Perché è meglio non parlare di arbitri”

Walter Mazzarri (Getty Images)

Walter Mazzarri (Getty Images)

INTER MAZZARRI / MILANO – L’Inter di Mazzarri è tornata a volare, a essere una vera squadra. Dopo il capitombolo di Torino, 3-1 netto e senza storia contro la Juventus, la squadra nerazzurra ha inanellato una serie di risultati positivi – quattro vittorie, ultima quella di Verona, e due pareggi nelle ultime sei giornate – che l’hanno portata a ridosso della Fiorentina, e a meno otto punti dal terzo posto: “Però ora non parliamo del traguardo Champions – vola basso Mazzarri, che ieri ha parlato prima a ‘Quelli che il calcio’ e poi a ‘Stadio Sprint’ -. Il Napoli ha tanti punti in più, e al termine del campionato mancano solo dieci partite”.

Il tecnico nerazzurro si autoincensa e rivela i due motivi che han permesso alla sua squadra di risalire la china: “E’ nei momenti difficili che si vede l’allenatore d’esperienza, quello che tiene duro e fa quadrato coi suoi giocatori. Avevamo fatto bene anche a inizio stagione, ma poi ci è venuta a mancare la continuità. Subito dopo la chiusura del mercato di gennaio, e una volta chiarite le vicende societarie, i ragazzi hanno ritrovato serenità, concentrandosi solo sul campo. Ora tutta la squadra è creciuta”.

Mazzarri ‘celebra’ Hernanes, “ci ha aiutato molto, con lui è aumentata autostima e personalità”, e si coccola il ritrovato Guarin: “L’ho sempre trattato come tutti gli altri, cercando di farlo crescere sotto l’aspetto della continuità e trasmettendogli la mia fiducia. Certo che l’avere un progetto tattico ben definito, e sapendolo trasmettere – si loda di nuovo il mister interista -, a livello di gestione hai più facilità e autorevolezza, perché il gruppo sa che può fidarsi del proprio allenatore”.

“Con Thohir il rapporto è buono – prosegue -, l’unico problema può essere la lingua, perché non è sempre così facile parlarsi in inglese“. Mazzarri e il physique du rôle da allenatore, quando “a 28 anni capii che non ero fatto per fare il giocatore, visto che avevo voglia di interagire con lo spogliatoio con altre vesti”. Tra i giocatori interisti, chi potrebbe allenare? “Cambiasso – risponde il sanvincenzino -. In campo già lo fa: il ‘Cuchu’ è bravissimo a trasmettere le idee tattiche”.

In stagione, nessun rigore è stato fischiato in favore dell’Inter, un caso forse unico nella storia del calcio: “Di queste cose meno se ne parla, meglio è. Perché credo che gli arbitri, in particolare quelli giovani, da alcune ‘lamentele’ possano farsi condizionare in senso negativo”. Chiosa sul ridere, tema Icardi e le sue prestazioni amorose: “18 volte in 25 ore con la sua fidanzata Wanda? Alla Pinetina, in effetti, Mauro è l’unico esentato dal lavoro in palestra”, risponde con tono scherzoso Mazzarri.

Raffaele Amato