Inter > Inter News > Inter, Thohir: “Non sono qui per prestigio personale”. Poi su stadio e derby…

Inter, Thohir: “Non sono qui per prestigio personale”. Poi su stadio e derby…

Erick Thohir

Erick Thohir

INTER, THOHIR REAL STADIO DERBY MERCATO / MILANO – Prima di tornare in Indonesia, il presidente dell’Inter Erick Thohir ha rilasciato una lunga intervista a ‘Inter Channel’ in cui ha toccato diversi argomenti a partire dalla recente visita fatta al Real Madrid: “Quando ero a Madrid ho avuto l’opportunità di imparare, qualunque essere umano ha bisogno di migliorare le proprie conoscenze, perché ognuno di noi è diverso dagli altri. Per me l’essere a Madrid ha rappresentato l’opportunità, per esempio, di vedere le strutture d’allenamento che sono state costruite un paio d’anni or sono: sono fantastiche perchè la maniera in cui hanno organizzato le strutture è perfetta. Evidentemente al momento non possiamo copiare il 100% di ciò che loro hanno, dato che siamo in un periodo di transizione, ma certamente apporteremo dei miglioramenti alla Pinetina nei prossimi anni. Sicuramente uno di questi riguarda la palestra, ma non ci fermiamo qui. Penso che migliorare le strutture sia buono anche per i giocatori. Comunque la direzione giusta è quella del centro sportivo di Valdebebas“.

STADIO – “Riguardo lo stadio, credo che sia bellissimo e lo rimarrà, anche risposto ai nostri modelli di business. Gli introiti devono crescere e dobbiamo mantenere il giusto equilibrio nella gestione del budget, allo stesso tempo è importante rendere il club in salute. Perché puoi costruire qualcosa, ma se poi non puoi prendertene cura come meriterebbe non serve. Per questo parlo di modelli di Business. Il Real Madrid fa la stessa cosa e vogliamo competere con loro, certo non in questo momento, ma se analizza la realtà siamo ancora il quindicesimo club per fatturato nel mondo e loro sono primi o secondi. Vogliamo diventare il decimo e avvicinarci lentamente a loro. Non è facile, dobbiamo lavorare duramente, ma l’opportunità c’è, visto che i nostri introiti possono crescere. Ho imparato qualcosa anche riguardo Inter Forever: è una buona cosa mantenere un collegamento con i vecchi eroi che abbiamo, credo che sia necessario rispettare il modo in cui hanno aiutato il club. Ho visto la stessa cosa al Real Madrid, quindi quella dell’8 giugno sarà una partita emozionante per noi e il Madrid. Se non lo sarà abbastanza, se tutto va bene giocheremo un’altra partita contro di loro il 26 luglio negli Stati Uniti. Quindi per quanto mi riguarda si trattata di un’esperienza veramente positiva. Per me è utile imparare qualcosa attraverso vedendo quello che fanno gli altri club. Così da poter prendere come valore di riferimento gli altri e scegliere ciò che è più o meno giusto e importante per noi e la nostra crescita”.

INTROITI – “Gli introiti devono crescere, è bello vedere i miei manager, il mio team lavorare duro e grazie a questo lavoro raggiungere un obbiettivo. Così come quando dei soci, come nel caso di Infront, credono nel progetto. Quello che abbiamo adesso è un accordo da 80 milioni di euro in quattro anni che vede un aumento del 50% dell’introito derivante dall’accordo. E’ una buona cosa, ma non ci fermiamo: ecco perché vogliamo lavorare e capirci insieme ad altri partner come Pirelli e Nike per studiare come possiamo crescere insieme a livello globale. Alla stessa maniera vogliamo avere incontri a riguardo con altri partner come Volvo, Deutsche Bank e le altre società che lavorano con noi. E’ positivo che abbiano fiducia nei nostri progetti.
E’ un momento emozionante, può dimostrare che il nostro team può crescere e competere. Se ne vedono i risultati: quello con Infront è un buon accordo, ma non è abbastanza, abbiamo bisogno di continuare a crescere”.

DERBY – “Conosco il derby da molto tempo, ma come presidente ci sono un’emozione e una pressione diverse. All’andata abbiamo vinto, penso che il ritorno sarà una partita molto difficile, perché entrambe le squadre vogliono conquistare punti , le ultime tre partite sono molto importanti per noi, vogliamo essere certi di tornare in Europa. Riuscirci sarebbe una buona cosa per la nostra squadra perché così si giocherebbero più competizioni, buono non solo per i giocatori d’esperienza ma anche per quelli più giovani. Ecco perché per me è emozionante andare in tournée, perché così in questi contesti si possono giocare partite come quelle contro Real Madrid, Manchester United, una cosa positiva per far crescere la consistenza della squadra. E’ giusto per noi trovare i riferimenti giusti, così come lo è acquisire esperienza per i giocatori giovani. Se voglio dire qualcosa in particolare ai giocatori? Credo che l’allenatore e i giocatori faranno del loro meglio nel derby, confido di ottenere tre punti, se possibile, so che non è facile, ma ne abbiamo parlato: sono convinto che possiamo fare bene, non solo nella partita contro il Milan, ma anche nelle due rimangono. L’uomo derby? Per quanto mi riguarda, voglio che tutti i giocatori diano il massimo: se vincessimo la partita, tutti i giocatori sarebbero l’uomo partita. Perché è tutta la squadra che gioca per vincere la partita, non il singolo giocatore.

PRESTIGIO – “Cosa mi ha dato l’Inter in questi sei mesi? Non sono qui per il prestigio personale, sono qui per lavorare. Per questo la fiducia che l’Inter e Massimo Moratti hanno in me è un onore. Ecco perché quando abbiamo avuto l’assemblea ho detto ai soci che è un onore per me far parte della famiglia, ed è anche emozionante, perchè non avrei mai pensato di diventare presidente. Voglio solo lavorare duramente e costruire una squadra forte con il management, con lo staff. L’Inter mi sta dando molto, a volte la gente mi riconosce più rispetto a prima ed è una cosa particolare. A Jakarta già mi conoscevano, ma intendo quando vai ad esempio a Londra, lasciando stare Milano e l’Italia, dove è veramente impressionante. Sono una persona a cui piace la buona cucina, quindi quando vado a mangiare in un ristorante c’è sempre quell’idea tipo ‘oh, c’è il presidente dell’Inter‘.
Sono una persona normale, amo per esempio camminare per le strade di Londra. Mi fa piacere se le persone mi riconoscono quando passeggio e si fermano a salutarmi. E’ una bella cosa ma allo stesso tempo perdi un po’ della tua privacy”.

MARCHIO INTER – “L’Inter è un grande marchio e io rappresento l’Inter, ma continuo a dire che lavoro tutti i giorni per portare l’Inter al top, non il nome di Thohir. L’Inter è la cosa più importante per noi, e tutti quelli che ci lavorano devono rispettare lei e le sue tradizioni, perché l’Inter è l’Inter, non è solo una squadra di calcio, ma è una storia di esseri umani,
di fratellanza, è bellissimo che tutti noi possiamo contribuire a questa grandissima storia. Tutti siamo d’accordo nel dire: ‘questi siamo noi, questa è l’Inter‘. L’ho detto all’allenatore e ai giocatori, che per quanto possano avere nomi altisonanti l’Inter sarà sempre più grande di loro. Ecco perché quando prendo delle decisioni lo faccio guardando a ciò che è meglio per noi, per i tifosi, non per me stesso. Come quando i media mi dicono che ho comprato Hernanes: io dico no, è l’Inter ad aver comprato Hernanes. Oppure lei prende le decisioni, no le decisioni le prendiamo insieme. Certo negli ultimi 5 mesi mi sono concentrato molto sulla riorganizzazione della Società, riguardo cosa abbiamo dal punto di vista di media companies associate. E poi su come aumentare gli introiti e allo stesso tempo sul costruire la squadra. Guardo con entusiasmo al futuro che riguarda altri aspetti che riguardano l’Inter: i media, il sito internet, le strutture dello stadio. Oggi sento di non essere ancora pienamente concentrato su queste ultime cose perché prima ci sono altre priorità. Insomma, un sacco di cose da fare nei prossimi due anni. Buona fortuna per il derby, lo guarderò dall’Indonesia!”.

FONTE: inter.it