Inter: da Moratti all’indonesiano Thohir con la “clausola tifosi”

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Erick Thohir

INTER MORATTI THOHIR / MILANO – Dal 3 al 13 settembre, ogni giorno potrebbe essere quello giusto. Come detto e scritto da più parti, nelle prossime due settimane Erick Thohir sbarcherà per la terza volta a Milano, con l’obiettivo di apporre la sua firma sul contratto di acquisto della maggioranza dell’Inter: il 70 per cento delle quote, grazie a un investimento stabilito in 350 milioni di euro.

Massimo Moratti, pur molto afflitto, non può fare altrimenti: vendere era ed è l’unica soluzione per ridare lustro e possibilità di un tempo, sportive nonché economiche e commerciali alla ‘Beneamata’. In questi mesi, il petroliere ha ragionato e riflettuto molto sul da farsi, sempre con unico interrogativo: “Thohir è l’uomo giusto?”.

Il numero uno nerazzurro teme che, all’improvviso, il ricco indonesiano possa stufarsi del giocattolino e disfarsene come meglio crede senza pensare alle conseguenze negative. Pensieri brutti, sbagliati. Il tycoon non è sarà un tifoso interista, questo è certo, ma resta pur sempre un business man affermato e navigato, con alle spalle una famiglia ricchissima e autorevole: non pare essere, quindi, un guascone irresponsabile.

Però, stando almeno alle indiscrezioni riportate stamane da ‘La Gazzetta dello Sport’, nel contratto stilato dalle due parti – lungo a quanto pare cento pagine – Moratti avrebbe fatto inserire (ipotesi alquanto remota) una cosiddetta “clausola tifosi”, ovvero un impegno scritto che obblighi Thohir a investire e presidiare l’Inter nel lungo periodo.

Non è tutto: il petroliere, questa un’altra ipotesi poco credibile, vorrebbe far inserire nell’accordo un fantomatico “diritto di prelazione”, nel caso in cui il magnate volesse in futuro cedere la società. Insomma, Moratti non vuole, per ora, staccare il suo cordone ombelicale con l’Inter: per ragioni di cuore, indubbiamente. Ma anche per vanità e protagonismo.