Inter al ‘Meazza’, persi 10mila tifosi in un anno

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Stadio 'Meazza'
Stadio ‘Meazza’

INTER STADIO TIFOSI / MILANO – Mentre dirigenti e non ammorbano un po’ tutti su spesso fantomatici progetti legati alla costruzione di uno stadio di proprietà – di certo non la medicina assoluta per curare il malato calcio italiano, in Italia il primo ad averlo fu la Reggiana che poi per debiti fallì. Oggi l’ex ‘Giglio’ è il ‘Mapei Stadium’, dove gioca anche il Sassuolo -, la Serie A continua a perdere tifosi. Nell’ultimo anno, stando alla 16esima giornata d’andata, la media generale – 22.051 spettatori per partita – è calata del 6,1 per cento. Come riporta l’Osservatorio del Calcio Italiano, è il peggior dato delle ultime cinque stagioni.

Milan e Genoa

Fra le venti squadre del campionato, possono davvero sorridere solo il Milan, che registra un più 15,3 per cento rispetto all’anno scorso, con una media di 45.978 spettatori, e il Genoa, con un più 5,8 per cento sul quale sicuramente incide il fattore ‘big’, nel senso che finora la squadra di Gasperini ha già affrontato al ‘Luigi Ferraris’ gli avversari più importanti del campionato, quelli insomma che inducono la gente ad accorrere allo stadio.

Interisti in fuga

Come noto, in pesante flessione c’è l’Inter di Thohir: -27,5 per cento, comunque meno peggio del Napoli di De Laurentiis (-29,3 per cento), che vuol dire quasi 10mila tifosi (oggi media di 33.502) in meno allo stadio rispetto a un anno fa. A onor del vero può, ma in minor parte, valere il discorso fatto per il ‘Grifone’: ovvero che al momento, e rispetto alla stagione passata (quando alla 16esima d’andata aveva già giocato fra le mura amiche tre sfide di ‘cartello’: ovvero Juve, Fiorentina e Roma) la squadra di Mancini (prima di Mazzarri) al ‘Meazza’ ha affrontato solo la formazione di Benitez (contro cui è stato registrato il massimo di spettatori, 40.383) e domenica la Lazio tra le cosiddette ‘grandi’.

Motivi del calo

Certamente la crisi, l’inefficienza degli stadi (e di tutto ciò che ruota intorno, come elevato prezzo biglietti ecc.). Sicuramente l’abbassamento del livello del campionato, ormai composto da fine carriera e mediocri (stranieri e non). E pochi, pochissimi campioni.

Raffaele Amato