Inter, Berti: “Matthaus era un campione ma Ronaldo un fenomeno”

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Nicola Berti
Nicola Berti

INTER BERTI INTERVISTA/MILANO-L’indimenticabile, per i tifosi nerazzurri, Nicola Berti in una lunga intervista concessa al Times of Malta, parla del suo essere interista e di tanti aneddoti riguardanti la sua carriera. L’ex centrocampista però, inizia parlando del suo rapporto con il nuovo presidente dell’Inter Erick Thohir. Queste le sue parole: “L’ho incontrato più di una volta. Abbiamo fatto due viaggi insieme, di cui uno in occasione della gara contro il Real Madrid (nell’ambito di Inter Forever, ndr). E’ davvero una bella persona, molto sveglia, ma purtroppo ha ereditato una situazione societaria difficile a causa della gestione Moratti, con la quale si erano accumulati parecchi debiti. Questo ha fatto sì che lui dovesse pensare prima a ripianare e poi ad investire per far capire ai tifosi quanto lui tenga al club. Sta facendo moltissimo, ha cambiato allenatore e sta comprando moltissimi giocatori. Ancora è difficile dare una collocazione all’Inter attuale, ma questa squadra è vicina ai livelli di quella degli ultimi anni di Moratti, anche a quella del Triplete. Ci sono giocatori importanti come Handanovic, Icardi, Kovacic, Hernanes, Guarin e Palacio. Se a questi si aggiungono i rinforzi sinora effettuati in questa campagna acquisti l’organico appare competitivo”. Dopo aver commentato l’Inter odierna, gli viene chiesto di parlare della sua Inter, quella dei record con Trapattoni in panchina e di quelle che vinsero successivamente le coppa Uefa. Queste le sue specificazioni: “Io ho vinto tre coppe UEFA, una supercoppa europea e uno scudetto e lo scudetto viene definito ‘dei record’. E’ stato qualcosa di eccezionale, vincemmo il titolo con 58 punti in un anno in cui la vittoria dava 2 punti e non 3 come adesso. Sono legato anche a due finali di Coppa UEFA (1991 e 1994), perché segnai in entrambe le finali e anche per quello ho un legame viscerale con i tifosi e il loro amore verso di me non è mai mancato, né diminuito nemmeno dopo che ho abbandonato il calcio. Vado sempre a San Siro e i tifosi impazziscono per me: è una enorme soddisfazione. C’è un legame speciale fra di noi e io sarò eternamente grato ai tifosi dell’Inter“. Per quanto riguarda l’Inter dei record, Berti non può non menzionare l’artefice che portò al successo quella squadra e cioè l’allenatore Giovanni Trapattoni. Queste le sue parole: “Ho un bellissimo rapporto con lui, è un amico. Io ero un ragazzo che creava qualche problema perché mi piaceva vivere la vita notturna, ma sul campo davo tutto anche grazie al rapporto con il Mister. Non ho mai deluso la squadra”. Dopo Trapattoni in panchina, l’altro leader indiscusso di quella formazione fu Lothar Matthaeus e di lui dice: “Era un campione, ma quello che più mi ha impressionato è Ronaldo, il Fenomeno. Quando lui arrivò io non giocavo e infatti dopo sei mesi andai al Tottenham, ma ho avuto l’onore di vederlo da vicino e quando faceva certe cose mi alzavo ad applaudirlo anche io dalla panchina”.

 

Luigi De-Stefani