Materazzi: “Con Mou avremmo vinto ancora. Dopo la finale gli dissi…”

Marco Materazzi (Getty Images)
Marco Materazzi (Getty Images)

INTER MATERAZZI / ROMA – Nei giorni del divorzio tra José Mourinho e il Chelsea, Marco Materazzi è tornato a parlare del suo grande amico, che lo ha allenato ai tempi dell’Inter permettendogli di vincere – a quasi 37 anni – la Champions League. Queste le parole di ‘Matrix’ a ‘La Repubblica’: “Mourinho meno speciale di qualche anno fa? Assolutamente no. José rimane il miglior manager del mondo, e sa perché? Primo: è uno stratega eccezionale, conosce ogni avversario e cerca di ridurre al minimo gli eventi di una partita con lo studio, l’applicazione e il lavoro. Secondo: è una persona vera. E’ autentico al 100%, non mente mai, dice sempre le cose in faccia e spiega tutto, anche le decisioni più difficili. Io ad esempio ero a fine carriera, si può dire che con lui ho iniziato a smettere di giocare; eppure lui fu chiaro con me dall’inizio e io fui totalmente a sua disposizione, conquistato. Sa creare un’incredibile empatia col gruppo, e non è mica facile gestire 25-30 giocatori facendo sentire importanti anche quelli che vanno in tribuna. E poi ha una personalità incredibile. Ricorda quando tornò a Milano da allenatore del Real, i tifosi del Milan lo fischiavano e lui fece “tre” con le dita ricordando il Triplete? Il mio vice, qui in India, gira col libro di Mourinho e tutti i nostri allenamenti ricalcano quelli che facevamo con lui”.

“Crisi del terzo anno? Sciocchezze. Al massimo, dato che con lui si vince sempre, può accadere che i giocatori comincino a sentirsi appagati anche inconsciamente. Al terzo anno col Porto ha vinto la Champions League, col Real Madrid è arrivato in semifinale di Champions e in finale di Copa del Rey: non mi sembrano traguardi di uno che ha rotto con lo spogliatoio. Poi vi chiedo una cosa: quanti esempi ci sono di grandi allenatori che rimangono per più di tre anni su una panchina importante? Sono pochissimi. Nei top club è quasi impossibile rimanere a lungo”.

All’Inter, però, non c’è mai stato un terzo anno di Mourinho: “Se fosse rimasto avremmo vinto di nuovo tutto. La Champions non lo so, perché è un torneo terribile, ma il campionato e la Supercoppa europea li avremmo vinti. Avevamo tanta qualità, e quando a gennaio è arrivato un allenatore intelligente (Leonardo), pur partendo da -16, rischiammo di rivincere il campionato perché lui diede continuità al lavoro di Mourinho. Se non avessimo perso il derby di ritorno avremmo vinto di nuovo lo Scudetto. Il problema è che prima di Leonardo non abbiamo avuto una guida”. Inevitabile, a questo punto, la domanda di rito su Benitez: “Aveva paura anche della sua ombra, ed era geloso del ricordo di Mourinho. Avevo un armadietto con attaccate le foto dei miei successi passati, e Benitez me le fece togliere. Immaginate che tipo è. Io infatti a Mourinho l’avevo detto, quando dopo la finale di Madrid ci salutammo piangendo. Gli dissi: “Sei uno str…, te ne vai e ci lasci con Benitez. Non te lo perdonerò mai”. Poi l’ho perdonato, però”.

Alessandro Caltabiano

 

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