Inter, il centrocampo non va. Serve un regista: Fernando in pole

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Fernando ©Getty Images
Fernando ©Getty Images

CALCIOMERCATO INTER OBIETTIVO REGISTA / MILANO – Non è un caso che tre delle quattro sconfitte subite finora dall’Inter siano arrivate al ‘Meazza’. Cioè in casa, dove per forza di cose la squadra nerazzurra – o una qualsiasi altra big – è obbligata se non costretta dall’avversario di turno a comandare il gioco. Ma comandare il gioco risulta quasi impossibile se in mezzo al campo non hai un ‘cervello’, un giocatore intelligente tatticamente e con piedi buoni. Per semplificare: un regista. Giocatore, parlando in generale, che Mancini ha utilizzato solo nei primissimi anni della sua carriera da allenatore, prima di virare su una filosofia calcistica ben diversa, puntando su una mediana più robusta e muscolare e affidando gioco e guizzi solo al reparto avanzato. Così ha costruito e vinto con la sua Inter versione post-Calciopoli e col Manchester City, così ha modellato l’Inter thohiriana nella passata estate.

C’è da dire che il suo ‘giocattolo’ ha finora funzionato più che bene, oltre le previsioni. La sensazione, però, è che per un ulteriore salto di qualità debba alzare il tasso tecnico del suo centrocampo, che fa fatica a ragionare in situazioni dove – per esempio domenica col Sassuolo – viene aggredito alto e in modo sistematico, a costruire occasioni da gol (69 finora, secondo dati ‘Opta’. 112 la Juventus…) e persino a spezzare la trama nemica nella metà campo avversaria.

Quindi cosa fare? I nomi che circolano, per la categoria ‘registi’, difficilmente farebbero fare il sospirato salto di qualità, per il quale in verità dovrebbero migliorare anche le prestazioni degli attaccanti: Fernando, tra Mario Suarez (in uscita dalla Fiorentina) e Lassana Diarra, sembra quello più avvicinabile, magari – come scrive ‘Tuttosport’ – attraverso uno scambio di prestiti con Ranocchia, anche se il centrale umbro, nel mirino pure del Liverpool, ha uno stipendio (2,5 milioni netti contro 1,2 milioni del brasiliano) fuori portata per la società di Ferrero. Chi, invece, farebbe al caso di Mancini, che c’ha pensato prima di noi, è Andrea Pirlo. Anche con una gamba, anche a mezzo servizio. Ma il bresciano ha un contratto col New York City (il che vuol dire che ha un costo) e poca voglia di tornare in Italia.

Raffaele Amato