Djorkaeff: “Via dall’Inter per Lippi. Su Moratti e Ronaldo…”

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Youri Djorkaeff (Getty Images)
Youri Djorkaeff (Getty Images)

INTER DJORKAEFF LIPPI MORATTI RONALDO / MILANO – “La maglia dell’Inter non è facile, bisogna capirne tutta la storia: è una cosa che si merita, si deve portare questa maglia con umiltà, se non c’è quella puoi fare bene per una partita, due, se sei fortunato tre, ma non una stagione intera”. Pensieri e parole di Youri Djorkaeff. L’ex fantasista francese, che per tre stagioni vestì la casacca nerazzurra, ha raccontato la sua avventura milanese a ‘Inter Channel’ svelando diversi retroscena. “Moratti venne a vedermi personalmente e fui molto felice di questo. Oggi è tutto diverso rispetto: ci sono tantissimi avvocati e procuratori che si occupano dei trasferimenti, mentre io ebbi la fortuna di avere a che fare direttamente con il presidente – le parole raccolte da ‘interlive.it’ – Con lui il rapporto fu molto schietto sin da subito, e lo ringrazio ancora perché è stato il primo a pensare che ero un buon giocatore”.

RONALDO – Alla fine degli anni ’90 Djorkaeff ebbe la fortuna di giocare con Ronaldo, contribuendo anche al suo approdo all’Inter: “Prima di comprarlo ne abbiamo parlato con Massimo Moratti. Lui è venuto ad Appiano Gentile e mi ha detto che c’era la possibilità di acquistare Ronaldo, ma voleva il mio parere. Gli ho detto: compralo subito. Sarà un giocatore che porterà la squadra a un altro livello, abbiamo bisogno di giocatori così. Non c’è nulla da dire sul contatto con Iuliano. Mi ricordo che l’arbitro non guardò nemmeno quel contatto, era concentrato su un altro punto del campo: fu una grande ingiustizia. In quel periodo nel calcio italiano c’era qualcosa che non andava. Nel 1998 abbiamo perso uno scudetto, però poi l’Inter ha vinto tanto perché le cose sono cambiate”.

LIPPI – L’addio all’Inter di Djorkaeff coincise con l’arrivo di Marcello Lippi sulla panchina nerazzurra: “Quando arrivò sapevo che sarei andato via. Lui era uno juventino… come avrebbe potuto fare l’allenatore dell’Inter? Appena l’ho saputo andai dal presidente per dirgli che avrei preferito essere ceduto, non volevo lavorare con questo allenatore e Moratti capì. Ho avuto grandi offerte da tanti club italiani, ma per me in Italia ci poteva essere solo una squadra: l’Inter”.