Dalmat: “Inter, mi sono perso. All’epoca non seppi come…”

Stephan Dalmat - Getty Images
Stéphane Dalmat – Getty Images

EX INTER / ROMA – Dalmat torna a parlare di Inter. L’ex centrocampista, nerazzurro dal 2001 al 2003, si è intrattenuto al sito ufficiale della Roma, raccontando il gol che, al 92′ di Inter-Lazio, esattamente quindici anni fa, segnò l’1-1 che condannò i biancocelesti regalando lo Scudetto ai rivali giallorossi.

“Quello fu un momento indimenticabile per me”, ha raccontato il francese, classe 1979. “Non ho mai cancellato quell’azione dalla mia mente. La Lazio vinceva e mancavano pochi minuti alla fine della gara, e Collina ci assegna un calcio di punizione dal limite, in posizione decentrata sulla destra. Va sul pallone Recoba, un maestro delle situazioni da fermo. Il suo sinistro non perdonava, ma in quella circostanza mi guarda e mi fa capire che non vuole tirare, non se la sente. Mi dice: “Ora tocca a te…”. Io ero in posizione più centrale, in prossimità del limite dell’area. Vado sulla sfera e tiro di destro, senza pensarci, parte la traiettoria e io guardo la palla entrare sotto l’incrocio dei pali. Peruzzi, uno dei migliori portieri in circolazione a quel tempo – non può fare nulla se non fare da spettatore. Per noi fu un gol importantissimo perché quel pareggio fu decisivo per l’ingresso in Coppa Uefa. Per me, lo fu in quanto gol più bello della mia carriera. I tifosi della Roma cantarono il mio nome, e mi fece piacere anche se non ho mai giocato nella capitale”.

“La mia carriera all’Inter non è decollata per colpa mia. All’epoca mi preoccupai troppo dei calciatori che erano arrivati nel mio reparto per farmi concorrenza, così persi un po’ di fiducia in me stesso. Sbagliai. Se avessi continuato a lavorare come se nulla fosse, mi sarei ritagliato uno spazio importante nell’Inter. Pazienza. La mia carriera sarebbe potuta andare meglio, ma non rimpiango nulla, poteva pure andare peggio. Ho giocato in club importanti e non mi posso lamentare. Ho lasciato il calcio nel 2012, a 33 anni, non riuscivo più a fare la vita del professionista: allenamenti, ritiri… volevo solo giocare senza avere pressione. Oggi lavoro come commentatore per una tv francese e quando ho tempo organizzo tornei di calcio amatoriali con i miei amici. Con una palla tra i piedi mi diverto ancora…”.

 

A.C.

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