Suning vuole Moratti presidente onorario. E il ritorno dipende da Thohir

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Suning vuole Moratti presidente onorario ©Getty Images
Suning vuole Moratti presidente onorario ©Getty Images

INTER SUNING MORATTI THOHIR / MILANO – Ieri Massimo Moratti ha smentito un suo ritorno imminente all’Inter nelle vesti di azionista di minoranza e in tandem con Marco Tronchetti Provera: “Mi dispiace per i tifosi, ma scludo questo scenario. Non è nei miei progetti un ritorno a breve in società. In futuro? Vedremo, non si può mai dire mai…”. L’ex patron non ha mentito, anche perché l’addio di Erick Thohir entro fine 2016 è tutt’altro che scontato. Come riporta ‘La Gazzetta dello Sport’ il petroliere, infatti, potrebbe tornare (o pensare di) nel club nerazzurro solo nel caso l’uomo d’affari indonesiano, con il quale i rapporti sono freddi e solo di facciata (stesso dicasi per Bolingbroke, ndr) decidesse di cedere il suo 31 per cento di quote, lasciando la carica di Presidente. E al momento nulla fa pensare a questo: Thohir crede che con Suning la produttività dell’Inter possa aumentare e, di conseguenza, crescere il valore delle sue quote che, presto o tardi a Moratti o alla stessa azienda di Nanchino, sicuramente venderà.

Suning vuole Moratti presidente onorario

Alla fine del discorso ci si può porre una domanda: che senso avrebbe, per lo stesso Moratti, tornare nell’Inter come azionista di minoranza? Nessuno, se non affettivo: il giugno scorso Jindong Zhang ha preso la maggioranza del club per avere il potere gestionale-decisionale (anche se finora più di qualcosa, vedi l’ingaggio di de Boer, ha delegato a Thohir) tutto nelle proprie mani, e non di certo ha intenzione sùbito o prossimamente di ridarlo indietro a Moratti, o a un eventuale nuovo socio di minoranza. Concludendo sulla questione presidenza, ritirata in ballo dall’ex numero uno alcuni giorni fa: secondo quanto risulta a Interlive.it già da qualche mese, Suning ha offerto a Moratti solo la carica di Presidente onorario, un ruolo di rappresentanza senza diritto di incidere sulle scelte della società.

Raffaele Amato