Inter, Amarcord nerazzurro: ‘Spillo’ Altobelli, un bomber rimasto nel cuore degli interisti

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Altobelli

AMARCORD INTER ALTOBELLI / Dodicesimo appuntamento con ‘Amarcord nerazzurro’, rubrica di Interlive.it che ripercorre la carriera dei giocatori più importanti della storia dell’Inter. Oggi è il turno di Alessandro Altobelli, in arte ‘Spillo’.

Inter, Altobelli e undici anni indimenticabili

Nato a Sonnino il 28 Novembre 1955, la sua carriera iniziò subito a nemmeno diciotto anni nel Latina in Cerie C – stagione 1973/74, dove giocò 28 partite segnando 7 gol. Il Brescia non si fa scappare l’occasione di prelevarlo dalla squadra laziale e nei tre anni successivi milita con le ‘Rondinelle’ nel campionato di Serie B, dove disputa 76 partite totali segnando 26 reti. Nell’estate 1977 l’Inter lo acquista facendolo esordire subito l’11 settembre contro il Bologna: non fu una partita positiva visto che la squadra felsinea espugnò il ‘Meazza’ grazie al gol di De Ponti, ma nel grigiore generale ‘Spillo’ fu l’unico a non arrendersi cogliendo anche un palo. Quell’anno la squadra di Eugenio Bersellini si dovette accontentare di un quinto posto con la Juventus Campione d’Italia, tuttavia in compenso riportò a casa la Coppa Italia che mancava addirittura dal 1939. Vittoria in finale con il Napoli per 2-1 grazie ad Altobelli e Bini che ribaltarono il gol di Restelli.

L’anno succesivo piccola rivoluzione all’Inter: partirono Anastasi e Merlo, arrivarono l’amico Beccalossi dal Brescia e tanti altri giovani come Pasinato. Dopo la partenza di Anastasi, Altobelli coadiuvato dal ‘Becca’ e da Muraro fu autore di ben 19 reti in 37 partite. Quella stagione la formazione nerazzurra si dovette accontentare del quarto posto dietro al Milan Campione d’Italia, al sorprendente Perugia e alla solita Juve. In coppa Italia si arrese nei quarti ai bianconeri, con il gol di Causio quasi allo scadere che sancì il 3-1 della gara di andata facendo la differenza ai fini della qualificazione visto che il ritorno terminò 1-0. Stessa sorte anche in Coppa delle Coppe, dove i nerazzurri vennero eliminati dal Beveren 1-0 nella gara di ritorno dopo lo 0-0 casalingo. Il 1979/80 Altobelli e compagni vincono il tricolore ed è un’annata trionfale per ‘Spillo’ con la ciliegina della tripletta alla Juventus nel 4-0 della gara disputata l’11 Novembre 1979. Gli unici giocatori nerazzurri ad aver segnato una tripletta alla Juve erano fino a quel momento Aebi e Meazza… Purtroppo si dovette accontentare del secondo posto nella classifica cannonieri con 15 reti, dietro a Bettega con 16. Globalmente i gol furono 22 con 38 partite. Nell’annata 1980/81 Altobelli e compagni, impegnati in Coppa dei Campioni, lasciano volenti o nolenti il campionato alla Juventus vincitrice alla fine con 44 punti: la formazione di Bersellini finì quarta con 36. La competizione europea vede Altobelli e soci arrendersi solo al Real Madrid in semifinale sconfitta 2-0 al ‘Bernabeu’, ma con tantissime occasioni sciupate dai nerazzurri e vittoria 1-0 inutile fra le mura miche. La Coppa Italia è da dimenticare, con l’Inter eliminata dall’Avellino nel girone a 5 squadre. Nel 1981/82 vide un Altobelli poco prolifico in campionato nonostante le 29 partite disputate: solo 9 reti all’attivo. In compenso, però, si rifece in Coppa Italia dove segnò lo stesso numero di gol ma in solo 9 partite, mentre in Europa l’eliminazione al secondo turno gli permise di fare solo 3 gol in 4 partite. La formazione di Bersellini giunse quinta in campionato, in compenso i cugini del Milan dopo essere tornati in Serie A, riuscirono nell’impresa di retrocedere nuovamente in Serie B, fantastica fù la battuta di Peppino Prisco: “Il Milan è finito in B una volta pagando e l’altra gratis”. In coppa Uefa dopo aver passeggiato con i turchi dell’Adanaspor, fu la Dinamo Bucarest ad eliminare nei tempi supplementari i nerazzurri: pareggio 1-1 al ‘Meazza’ e sconfitta nuovamente 3-2 dopo i supplementari in Romania. Le uniche soddisfazioni arrivarono dalla coppa Italia: dopo aver superato non senza patemi il girone preliminare, pareggio di Bergomi per il 2-2 definitivo con il Milan all’ultimo minuto, il turno successivo la sfida è con la Roma. La partita di andata all’Olimpico è un disastro: sconfitta per 4-1. Il ritorno vede la formazione di Bersellini fare il miracolo davanti a 5000 spettatori infreddoliti: prima Beccalossi e poi una doppietta di Altobelli stendono la squadra di Liedholm arrivata forse scarica e troppo sicura a Milano. La semifinale è un’altra battaglia questa volta l’avversario è il Catanzaro. L’andata al ‘Meazza’ termina 2-1 e ci vogliono ancora i supplementari nella gara di ritorno per decidere l’esito della sfida: la spunta l’Inter nonostante la sconfitta per 3-2. I gol decisivi sia all’andata che al ritorno non potevano essere che di Altobelli. In finale il Torino viene battuto 1-0 a san Siro nella gara di andata: al ritorno, dopo che Cuttone aveva portato in vantaggio i granata, ci pensa ancora ‘Spillo’ con un bel colpo di testa ad anticipare il portiere in uscita a chiudere subito la questione. La Coppa Italia torna nuovamente a Milano dopo soli 4 anni dalla precedente.

L’annata 82/83 vede un Altobelli nuovamente in gran spolvero, 15 gol in campionato dietro a Platini con 16, 4 gol in coppa Italia e 3 nella coppa delle coppe. In campionato i nerazzurri allenati da Rino Marchesi si devono accontentare del terzo posto dietro a Roma e Juve. In Coppa Italia dopo aver superato il girone preliminare con il clamoroso secondo posto dietro al Bari, la ‘Benamata’ elimina prima il Varese e il Pisa per poi arrendersi alla solita Juventus che dopo aver vinto 2-1 a ‘San Siro la gara di andata si accontenta dello 0-0 a Torino. In coppa delle Coppe dopo aver buttato fuori lo Slovan Bratislava nella famosa partita in cui Beccalossi sbagliò due rigori e l’Az Alkmaar, i nerazzurri affrontarono nuovamente il Real Madrid. Se nella semifinale precedente ci furono tanti rimpianti per le occasioni sprecate, qui le cause dell’eliminazioni sono tantissime. All’andata l’Inter passa in vantaggio con una punizione di Oriali che il portiere Augustin lascia entrare pensando sia di seconda. Nella ripresa raddoppia Altobelli ma l’arbitro vede un fuorigioco poi apparso inesistente e dulcis in fondo Bordon, che quell’anno venne insignito come miglior portiere del campionato, pensa bene di fare l’unica papera di quella splendida per lui annata, lasciandosi sfuggire un tiro abbastanza semplice di Gallego. La gara al ‘Bernabeu’ vede l’Inter subito in vantaggio con Altobelli e qualche minuto dopo, il difensore San José commette un netto fallo in area sull’attaccante interista che l’arbitro finge di non vedere. Nei primi minuti della ripresa il Real stende l’Inter con due gol di Salguero e Santillana e passa il turno. Il Real Madrid continua ad essere la bestia nera della squadra milanese. L’annata 83/84 vede un Altobelli anche stavolta non molto prolifico solo 10 gol in campionato e 5 nelle due coppe, quindi anche la formazione nerazzurra ne risente. In campionato dopo un inizio disastroso tre sconfitte e un pareggio nelle prime quattro giornate si riprenderà arrivando quarta e qualificandosi per la coppa Uefa. In coppa Italia venne eliminata abbastanza clamorosamente nel giorne da Cesena e Avellino. In coppa Uefa dopo aver eliminato il Trabzonspor e rimontato il Groningen si fece eliminare dall’Austria Vienna: sconfitta 2-1 in trasferta e pareggio 1-1 a ‘San Siro’ con almeno 8 occasioni clamorose create da un Beccalossi in stato di grazia sciupate dai suoi compagni di squadra.

L’annata 1984/85 è forse una delle più belle e vede un Altobelli in grandissima forma anche se nonostante i 17 gol in campionato è nuovamente Platini con 18 a rubargli lo scettro di capocannoniere del torneo, anche a causa di qualche rigore di troppo sbagliato e qualche gol con deviazione di un difensore trasformata in autorete con tanto di lunga discussione alla moviola. In Coppa Italia saranno 6 i gol segnati e altrettanti in Coppa Uefa. Il campionato vedrà i nerazzurri terzi dietro a Torino e Verona campione d’Italia, con tantissimi rimpianti anche a causa dei soliti rigori sbagliati. Il tecnico Ilario Castagner commise spesso l’errore di togliere Liam Brady rigorista infallibile, un po’ come faceva spesso Trapattoni, per inserire un mediano di contenimento e se capitava successivamente il rigore ecco la frittata: vedi Inter-Torino 1-1 del febbraio 1985 sbagliato da ‘Spillo’. In coppa Italia bruttissima eliminazione contro il Milan in semifinale sconfitta 2-1 nella gara di andata giocata in casa e pareggio 1-1 al ritorno. Ma è la Sampdoria a vincere il torneo. Bello il cammino in Coppa Uefa: in semifinale c’è ancora lo scoglio Real Madrid e quindi siamo al terzo atto dell’ennesima ‘tragedia’. L’andata a ‘San Siro’ termina 2-0, gol di Brady e di Altobelli. Al ritorno Bergomi viene colpito da una biglia ed è costretto a lasciare il campo, al suo posto gioca Pasinato non propriamente un difensore e l’Inter perde 3-0 venendo eliminata. A nulla serve il ricorso, il potere politico del Real Madrid conta più di quello di un Borussia M.Gladbach.

Nell’annata 1985/86 Altobelli non è molto prolifico in campionato solo 9 reti ma in compenso ne fece 10 nelle coppe: 4 in quella nazionale e 6 in coppa Uefa. Il campionato 1985/86 oltre all’esonero all’11esima giornata di Castagner dopo il pareggio 1-1 con la Juventus, sostituito dall’ex giocatore e allenatore della Primavera Mario Corso, vide un’Inter solo sesta e qualificata per la successiva coppa Uefa. In coppa Italia dopo aver vinto il proprio girone preliminare ed eliminato il Padova negli ottavi i nerazzurri sono eliminati dalla Roma anche a causa del fatto che i quarti di finale li dovette giocare senza i nazionali, dato che si giocarono il 23 maggio. La Coppa Uefa invece regala ancora gioie almeno fino alla semifinale. Dopo aver eliminato il San Gallo, il Linz, il Legia Varsavia vincendo 1-0 in Polonia dopo i tempi supplementari e il Nantes, in semifinale c’è l’atto quarto dell’ennesima sfida con il Real Madrid. L’Inter vince 3-1 la gara di andata ma nella partita di ritorno Rummenigge fa solo atto di presenza a causa di un problema alla caviglia e Altobelli è costretto ad uscire a inizio secondo tempo martoriato dai difensori spagnoli: esemplare il gesto con la mano dell’attaccante nerazzurro, come a dire ‘avete pagato?’. I nerazzurri portano la squadra spagnola comunque ai supplementari, ma poi crollano 5-1.

L’annata 1986/87 vede un Altobelli tornare in doppia cifra in campionato con 11 reti, 5 gol in coppa Italia e 3 in coppa Uefa. La nuova Inter di Trapattoni terminerà in campionato al terzo posto. In coppa Italia abbastanza clamorosa eliminazione nei quarti contro la Cremonese: dopo due pareggi per 1-1 passano i grigiorossi fatali gli errori dal dischetto di Matteoli e Garlini. In coppa Uefa dopo aver eliminato AEK Atene, nuovamente il Legia Varsavia e il Dukla Praga, la squadra del Trap viene eliminata dall’IFK Goteborg: dopo lo 0-0 in terra svedese è deleterio il pareggio casalingo per 1-1. Unica consolazione gli svedesi vinceranno poi la coppa. L’annata 1987/88 è l’ultima per Altobelli: quell’anno 28 presenze ma tantissime sostituzioni… 9 reti segnate, 5 gol in coppa Italia e 2 in coppa Uefa. Un’annata da dimenticare anche se il quinto posto permetteva comunque la qualificazione alla prossima coppa Uefa. I suoi dissidi con l’allenatore lo convinsero a risolvere il contratto dopo 11 stagioni a Milano con 466 presenze e 209 reti così suddivisi: 128 in campionato, 46 in coppa Italia e 35 nelle coppe europee. Nel palmares vanno aggiunti anche un campionato di Serie A e due coppe Italia oltreché tanti rammarichi per ciò che poteva essere e non è stato nelle coppe europee: le quattro sfide con il Real Madrid urlano ancora vendetta. In compenso si rifece in nazionale vincendo il Mondiale del 1982, suo l’ultimo gol nella finale con la Germania e partecipando anche al mondiale dell’86 e all’europeo dell’88.  Appesi gli scarpini al chiodo, dopo aver disputato un campionato nella Juve e uno in serie B nel Brescia, ha svolto il ruolo di direttore sportivo nel Padova dal 1995 al 1998 e di commentatore per Al Jazeera per 7 anni, facendo la spola tra Doha e Brescia suo paese di adozione, dove ormai si è trasferito con la moglie Antonella.