InterSpac e l’azionariato popolare | Che cos’è il ‘modello Bayern Monaco’

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Inter: InterSpac e l’azionariato. Che cos’è il ‘modello Bayern Monaco’ al quale si ispirano Cottarelli e colleghi e cosa significa. I dettagli

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Triplete Bayern Monaco (Getty Images)

“Azionariato popolare? Il nostro è qualcosa di più di un sogno romantico. Abbiamo una visione collaborativa, ma per dare corpo al progetto dobbiamo dialogare con chi ha il pallino in mano: l’attuale proprietà dell’Inter. Raggiunta l’intesa, ci servirebbero quattro o cinque mesi per la raccolta del capitale necessario a partire. Il modello è quello del Bayern Monaco, un grande club in mano ai tifosi, con la partecipazioni di sponsor forti. Abbiamo già preso contatti con loro”.

Così ai microfoni di ‘Repubblica’ ha parlato Roberto Zaccaria, ex Presidente ‘Rai’ e consigliere di InterSpac. Ma cos’è il modello Bayern Monaco e cosa significa azionariato popolare? Non ci resta che scoprirlo. Per tutte le altre news CLICCA QUI.

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Inter, dalla Bundesliga al Bayern Monaco: il modello tedesco vince anche sugli sceicchi

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Bayern Monaco (Getty Images)

E’ chiara la volontà di InterSpac, ma a molte persone non sarà così chiaro cosa significhi ‘modello tedesco’ o ‘modello Bayern Monaco’. E’ un sistema di investimento che, ci crediate o meno, è più funzionale rispetto a quello di top club gestiti da sceicchi ricchissimi quali Psg e Manchester City. Andiamo però passo per passo. Nel 2011 la federazione tedesca vara la regola del 50%+1, numero che determina le quote societarie dei club che devono essere detenute dai fan. A questa nuova regola fanno eccezione Bayer Leverkusen (di proprietà dell’omonima casa farmaceutica) e Wolfsburg (appartiene alla Volkswagen). In Germania non ci sono sceicchi o grandi investitori stranieri, e così i club per reggere il confronto con i rivali di tutta Europa sono dovuti crescere in maniera sostenibile. L’esempio più grande di questo innovativo sistema, dopo dieci anni, è il Bayern Monaco che infatti viene preso sempre come modello.

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Calcio in tv e streaming, guida 19 febbraio: Liverpool Bayern (Getty Images)

I bavaresi però si sono spinti oltre le ambizioni della Germania stessa stabilendo che non possa essere venduto un ammontare di quote superiore al 30%. Così facendo, non ci sono dubbi sulla stabilità della proprietà e in più viene favorita la gestione della società. Oltre all’azionariato, comunque, il Bayern ha aperto le porte anche ad alcuni collaboratori chiave (Adidas, Audi e Allianz). Ciascuno di questi partner non è solo uno sponsor ma detiene anche l’8,3% del capitale e assicura importanti apporti finanziari per sostenere tutte le strategie del club, anche le più semplici. Pure in questo caso, stiamo parlando di azionisti stabili, di aziende che associano il proprio marchio al nome del club e da quest’ultimo ottengono dividendi importanti. Vi faccio un esempio banale: se in maniera disastrosa, il Bayern Monaco non finisse nemmeno tra le prime quattro squadre in Germania e in Europa arrivassero risultati anche peggiori in una singola stagione, non cambierebbe niente; questo sistema rimarrebbe vincente sotto tutti i punti di vista: sportivo, commerciale e politico.