L’Inter senza attacco: un senso al finale di stagione

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Analisi a poche ore da Juve-Inter tra moviola e condizione pessima del reparto avanzato della squadra di Inzaghi

Edin Dzeko ©LaPresse

A Torino l’Inter si rilancia nella corsa al titolo mostrando carattere nelle enormi difficoltà di una partita che ai punti avrebbe meritato di vincere la Juve. Ma il calcio non è la ginnastica, citando il grande Franco Rossi, vince chi fa più gol. E’ indubbio che gli episodi abbiano girato a favore di Inzaghi: il rigore fischiato a Dumfries è, almeno per noi, generosissimo e comunque figlio di un calcio moderno che in larga parte ci fa ribrezzo; il calcio è uno ‘sport’ di contatto e ora quasi ogni contatto, con arbitri spesso privi di personalità e stracondizionati dal Var, vuol dire fallo.

Poi Irrati ha fatto bene a non espellere Lautaro: dai fermi immagine, che mai dovrebbero essere presi in esame per dare dei giudizi poiché non totalmente fedeli di quel che davvero è accaduto, è sembrato essere andato col piede a martello su Chiellini, da un replay frontale si è visto invece che si è trattato di uno scontro duro ma di gioco. Lautaro ha comunque rischiato grosso.

Per chiudere la nostra moviola, manca poi un giallo a Rabiot per fallo sullo stesso argentino e forse nel finale – in mezzo a tanto altro – c’era un penalty a favore dei bianconeri per il contatto Bastoni-Zakaria. Il difensore interista interviene in maniera scomposta sull’elvetico, anche qui da alcuni fermi immagine pare evidente che l’ex Borussia sia dentro l’area (col piede sulla linea) quando subisce fallo. Dalla sala Var fanno invece sapere che il tutto è avvenuto fuori. Magari hanno ragione visto che la tecnologia a loro disposizione è senz’altro migliore della nostra.

Concludendo sulla partita, in pratica l’Inter ha giocato e vinto senza attaccanti: Lautaro prosegue nella sua involuzione, Dzeko spompatissimo e peggio ancora Correa, entrato al quarto d’ora della ripresa non pervenuto fino a un paio di cose buone a tempo scaduto Sanchez è rimasto in panchina: attendiamo una sua storia Instagram. Caicedo un mistero. Insomma Inzaghi è rimasto agganciato al treno scudetto non avendo più da mesi un attacco all’altezza dell’Inter. Questo può essere un vanto per lui, ma anche un problema enorme in vista di un rush finale a cui l’Inter (o Skriniar, oppure Vlahovic) è riuscita a dare un senso.