Zenga: “Certi errori dei portieri non sempre sono da attribuire esclusivamente a loro”

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Bologna-Inter, l’allenatore ed ex portiere Walter Zenga difende il ‘collega’ Ionut Radu dopo il grave errore nella gara del Dall’Ara

Walter Zenga © LaPresse

L’Inter perde 2-1 allo stadio Dall’Ara con il Bologna, una partita che avrebbe potuto almeno pareggiare se non vincere, se non fosse per l’incredibile errore di Ionut Radu. L’ex ‘collega’ nerazzurro Walter Zenga, in una lunga intervista con Sky Sport, ha provato a difenderlo. Queste le sue parole: “Dico spesso che certi errori dei portieri non sempre sono da attribuire esclusivamente ai portieri, l’errore di ieri di Radu per esempio è vero che è un errore tecnico del giocatore però se guardiamo bene l’azione, l’Inter ha una rimessa nella sua area di rigore praticamente, oltretutto Perisic ha anche una rimessa lunghissima che a volte sembrano calci d’angolo. In questo caso la prima cosa che un allenatore dice è sempre quella di giocare la palla avanti perché se la perdi hai ancora la squadra schierata, qui c’è una serie di errori, primo di Perisic che gioca quella palla così sotto pressione con De Vrij con Sansone, Radu che si gira purtroppo in maniera sbagliata ed è tutta una conseguenza. Siamo abituati a guardare l’errore e non il perché si è arrivati a quell’errore. Tutti diamo la colpa a Radu oggi ma non stiamo guardando la concausa di errori che hanno portato allo sbaglio di Radu finale”.

Poi è andato nello specifico e ha aggiunto: “Sono tifoso dell’Inter, lo sanno anche i sassi, ma da allenatore valuto una situazione in cui la mia squadra si è comportata in maniera non idonea al momento e al minuto della partita. Mancano dieci minuti alla fine, sei sotto pressione, e se rivediamo le immagini vediamo che il Bologna è in pressione uno contro uno. Ripeto: Perisic ha una rimessa lunghissima, a quel punto la palla va giocata alta, mentre lui l’ha giocata non su Radu ma su De Vrij, che a sua volta alza il braccio per dire al portiere di giocarla dall’altra parte. È proprio un errore di concetto. Vuoi uscire da una situazione pericolosa mettendoti in pericolo. È assurdo. Un giocatore come Radu, giovane, che non gioca da un anno, ha giocato solo con l’Empoli in Coppa Italia, può darsi che ha sentito tanta responsabilità. Ci può stare anche questo, può essere un tema di riflessione anche per noi allenatori e riflettere sul fatto che magari è giusto far giocare al secondo portiere qualche partita importante in più durante la stagione. Tatarusanu ha parato un rigore al derby, è vero, ma era stato messo in croce per degli errori a Firenze. Non si può dire che l’Inter ha perso lo scudetto per l’errore di Radu, ma è l’Inter che ha sbagliato. In quella situazione al 90% un allenatore chiede palla alta sulla punta con la squadra tutta piazzata. L’errore di Radu possiamo definirlo tecnico, di mancanza di attenzione, troppa pressione ecc, possiamo aprire un dibattito che non finisce più ma io non ci sto a sentire che l’Inter perde lo scudetto per l’errore di Radu. Non esiste proprio. Hanno messo la foto dell’errore di Sarti a Mantova paragonandolo a quello di Radu, non esiste il paragone, anche perché mancano pure quattro partite alla fine”.

Gli hanno chiesto, come potrà fare l’estremo difensore a riprendersi dopo uno svarione del genere e lui ha spiegato: “Io gli ho scritto un messaggio, lo conosco bene, gli ho scritto in romeno ‘testa alta’. Quando un portiere sbaglia non deve più pensare all’errore, anzi, gli auguro altri errori nella sua carriera perché ha davanti tutta la vita. Radu quest’anno non può essere ricordato per questo errore, non è corretto verso di lui e verso la stagione dell’Inter. Parliamo di una squadra che se avesse fatto tutto bene nel primo tempo avrebbe vinto la partita? Andiamo alla ricerca di un colpevole che per me non è corretto”.

Gli hanno domandato, se bisogna dare più importanza al calendario o alla gara di Coppa Italia e l’allenatore ed ex portiere ha detto: “La finale di Coppa Italia è un passaggio importantissimo, è in una settimana tra due partite in cui Milan e Napoli hanno una settimana normale di allenamento a differenza di Inter e Juve. La differenza tra Inter e Milan è che l’Inter negli ultimi due anni è arrivata ad una finale di Coppa Uefa, ha vinto lo scudetto ed è in finale di Coppa Italia, è un gruppo che sa gestire le tensioni. Il gruppo del Milan è fantastico ma non ha ancora vinto nulla, magari la strategia di Pioli è quella di tenere la squadra serena”.