Moratti: “Sarò sempre grato ai giocatori e a Mourinho per quel successo incredibile”

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Inter, l’ex presidente Massimo Moratti ha dato il suo parere sulla lotta scudetto e sull’importanza del Var

Massimo Moratti ©LaPresse

Il 22 maggio evoca sicuramente un dolce ricordo nelle menti dei tifosi nerazzurri.  Proprio 12 anni fa la squadra dai colori del cielo della notte, in una serata stellata in quel di Madrid coronò qualcosa che nessun club italico era riuscito finora a fare: vincere coppa Italia campionato e Champions League in un solo anno, insomma fare il Triplete. L’ex presidente Massimo Moratti ha ricordato quell’evento intervistato durante il programma ‘ExtraTime’, in onda sulle frequenze di Radio Uno Rai. Queste le sue prime dichiarazioni: “Mi ricordo la concentrazione e soprattutto la serenità con cui la squadra ha affrontato questa partita. Non ci hanno fatto soffrire. È stata una festa e per questo sarò sempre grato ai giocatori e a Mourinho che hanno portato a casa un successo incredibile senza farci soffrire all’ultima partita. Al di là del fatto di essere un professionista serissimo e un ottimo allenatore, lui riesce a creare un’empatia all’interno della squadra e a guadagnare la fiducia di tutti: giocatori, dirigenti, medici, presidente. Riesce a trascinare tutti e ti dà la sensazione di affidarti a qualcuno che sa quello che fa. La finale di Coppa dei Campioni del 2010 era una cosa di cui potevamo aver paura, ma Mourinho ci dava una tranquillità notevole. Questo è quello che lui crea nella squadra. È un uomo intelligente e poi è anche affettuoso a suo modo”. Gli hanno fatto notare che nella giornata odierna potrebbe non bastare la vittoria dell’Inter per fare un piccolo triplete italico e infatti anche lui conferma dicendo: “Diciamo che non dipende più da noi. L’importante per noi è vincere con la Sampdoria, poi nel calcio può succedere di tutto. Penso sia una cosa abbastanza difficile, ma come interista spero che succeda“.
Gli hanno ricordato il famoso scontro Ronaldo-Iuliano del 1998 e gli hanno chiesto se dopo 24 anni la situazione sia migliorata in fatto di arbitraggi e lui ha risposto: “Decisamente sì. Allora non era un caso che succedessero certe cose. Oggi c’è una maggiore correttezza generale. In più c’è il Var che però vale tanto quanto un arbitro perché a volte non si riesce a decifrare benissimo l’episodio e a capire se c’è stato fallo o meno. Il Var toglie un po’ dell’emotività immediata che deve avere il calcio: quando si segna c’è sempre l’attesa della sentenza finale che sospende tutte le emozioni. Però, per motivi diversi, rimane uno strumento utile“. Gli hanno chiesto, se lo strumento tecnologico ci fosse stato anche allora cosa sarebbe potuto accadere e lui ha detto: “Ci sarebbe stato comunque una persona dietro al Var che avrebbe avuto lo stesso problema dell’arbitro in campo”.