Calciomercato Inter, Correa subito: bomber in cambio

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Correa è appena tornato ad allenarsi in gruppo, dopo l’ennesimo stop (che lo ha costretto a lasciare la nazionale), ma ora l’Inter starebbe valutando un cambio in attacco

Joaquin Correa è tornato a lavorare in gruppo, insieme a Danilo D’Ambrosio. Entrambi, dunque, sono disponibili per Inzaghi. Pur non essendo scesi in campo nell’amichevole contro il Sassuolo, all’Inter sono soddisfatti dei recuperi.

Siviglia su Correa
Correa ©LaPresse

Ciononostante, Correa sa che continua a serpeggiare una delusione di fondo riguardo alle sue prestazioni. Anche Inzaghi ha forse smesso di credere in un’esplosione del suo pupillo. Per questo il tecnico, anche se a malincuore, avrebbe avallato la possibilità di un cambio in attacco: via Correa e dentro una contropartita dal Siviglia.

Tuttavia, Inzaghi non vorrebbe cambiare subito. Con il recupero di Romelu Lukaku, l’allenatore piacentino si sente abbastanza coperto, quindi vorrebbe provare a concedere a Joaquin l’ennesima occasione per rilanciarsi. Ma, ovviamente, sarebbe l’ultima. Altre prestazioni sottotono o altri infortuni non sarebbero tollerati dalla dirigenza. Ausilio e Marotta sono infatti attenti a quello che sta succedendo in Spagna. Pare che Sampaoli stia spingendo per avere Correa. E che Monchi abbia avuto il compito di portarlo il prima possibile a Siviglia.

Ma la società spagnola ritiene troppo alto il prezzo richiesto dall’Inter. Il Tucu è costato all’Inter 28 milioni circa. E i nerazzurri non possono cederlo a meno di 18-20, per non inciampare in un’amara minusvalenza. Allora Monchi avrebbe pensato a una soluzione alternativa: uno scambio di prestiti con diritto. Correa andrebbe così a giugno in Spagna, e all’Inter ci sarebbe un cambio in più in attacco con En-Nesyri.

Via Correa e cambio in attacco per Inzaghi

Inzaghi è affezionato a Correa e spera ancora che il Tucu possa dimostrare la sua classe e rendersi utile all’Inter come mai ha veramente fatto in questi due anni. In sei mesi, l’argentino dovrà stupire pubblico e dirigenza per garantirsi la permanenza a Milano. Altrimenti già a giugno sarà invitato a smammare…

Monchi cerca Correa
Ramón Rodríguez Verdejo, detto Monchi ©LaPresse

L’Inter prenderebbe volentieri il marocchino Youssef En-Nesyri. L’attaccante del Siviglia non è di certo un fuoriclasse, ma è un calciatore utile soprattutto come riserva. Si impegna sempre, corre, è veloce ed è bravo di testa. Inoltre ha una struttura fisica di livello, che lo rende prezioso in fasi di contropiede o di assalto finale.

Il marocchino ha giocato due anni nel Leganés, nella seconda divisione spagnola, collezionando tredici goal in quarantanove presenze. Passato nel 2020 al Siviglia ha giocato molte partite ed è andato a segno in due anni già ventisette volte. Ma a Sampaoli Youssef non piace. E ultimamente gli sta preferendo spesso Adnan Januzaj.

Il futuro del Tucu

Scopriremo presto se Correa ha recuperato del tutto dallo stop per la tendinite al ginocchio. Pur sapendo di poter contare sulla stima immutata, quasi cieca, di Inzaghi, l’argentino deve dare il massimo d’ora in poi. Pare, però, che anche i compagni di squadra all’Inter abbiano una buona considerazione del Tucu. Si fidano delle sue potenzialità e lo spingono a mettersi maggiormente in mostra.

Inzaghi crede in Correa
Simone Inzaghi ©LaPresse

Di sicuro il ragazzo è stato sfortunato, ma è anche vero che molte volte è sceso in campo senza la giusta grinta. Ma se i tifosi sembrano ormai arresi, i membri dello staff dell’Inter aspettano ancora che l’investimento fatto per prenderlo dalla Lazio possa dare i suoi frutti.

In pratica Correa è chiamato a cominciare a fare la differenza in campionato. Ce la farà? Tecnicamente, il ragazzo ha tutte le caratteristiche per far bene. Molto dipenderà dal fisico e dalla testa. Nelle ultime uscite è apparso insicuro e poco reattivo, quasi spaventato dal pallone.

Se continuerà a offrire brutte prestazioni, per l’Inter diventerà molto complicato trovare una squadra disposta a offrire un po’ di milioni per il suo cartellino, e questa è la paura più grande dei dirigenti interisti e di Zhang.