Ronaldo il Fenomeno all’Inter, il colpo del secolo: ecco come l’hanno preso

Luis Nazario de Lima: il giocatore più forte che l’Inter ha mai acquistato. Ecco come arrivò a Milano

Il presidente Moratti ci aveva già provato in tutti i modi a risollevare l’Inter. Prima con Ince e Roberto Carlos, poi con Ivan Zamorano, preso dal Real, e Djorkaeff, preso dal PSG. Ma la pur nobile squadra nerazzurra continuava a vivere anni di inquietudine.

Ronaldo bacia il pallone
Ronaldo il Fenomeno all’Inter, il colpo del secolo: ecco come l’hanno preso (AnsaFoto) – interlive.it

Il nuovo presidente ci metteva passione e soldi, ma non riusciva comunque a creare una squadra capace di imporsi sul campo. E il popolo interista era ormai stanco. Troppe delusioni, troppe promesse non mantenute.

Nel frattempo, a Barcellona, il giovane gioiello brasiliano arrivato dal PSV cominciava a farsi idolatrare dal pubblico con il soprannome di Fenomeno. Era veloce, Ronaldo, tecnicamente  fuori da ogni standard. E faceva cose con il pallone che lasciavano senza parole anche i telecronisti che commentavano le sue gare.

Durante un evento organizzato da Tuttosport, lo storico mediatore di mercato Giovanni Branchini ha spiegato che lo storico trasferimento di Ronaldo all’Inter fu possibile grazie a una clausola di rescissione unilaterale inserita nel contratto con il Barcellona.

Ronaldo all’Inter: non fu un tradimento

Il club catalano cercò di modificarla all’ultimo momento. Ronaldo e il suo entourage si sentirono presi in giro. Proprio per questo decisero di rompere le trattative per il rinnovo. “Eravamo a casa del presidente Nunez, avevamo trovato l’accordo per il rinnovo. Dopo pranzo, le cifre erano cambiate. Ci sentimmo traditi e andammo via”, ha raccontato Brachini.

Ronaldo in lacrime
Ronaldo all’Inter: non fu un tradimento (AnsaFoto) – interlive.it

Branchini ha voluto ricordare quanto Ronaldo fosse un ragazzo intelligente e leale. Il procuratore ha per esempio ricordato che il brasiliano non è mai coinvolto in scandali fiscali. E, a suo giudizio, è stato sempre coerente nelle sue scelte. In Spagna, all’epoca del suo passaggio all’Inter, lo chiamarono traditore e mercenario.

In realtà, Ronaldo cercava solo rispetto. Il clamore mediatico attorno al suo trasferimento fu l’inizio di una nuova era nel calcio, dove i giocatori diventano icone globali.

In quell’estate del 1997, il presidente del Barcellona, Josep Lluis Nunez, convocò Ronaldo e il suo entourage. E tra cui c’era appunto anche l’esperto Branchini, un uomo d’affari scafato e un abile diplomatico di lungo corso. Nunez cominciò a discutere del rinnovo del contratto del Fenomeno. Poi fece servire da mangiare e da bere. Tutto sembrava fatto.

Come e perché il Fenomeno aprì ai colori nerazzurri

Ma al momento della firma, Branchini si accorse che le cifre erano cambiate. La clausola di rescissione, che doveva garantire a Ronaldo la possibilità di liberarsi, era stata modificata. Fu un affronto, dato che Ronaldo aveva accettato il rinnovo proprio in virtù del rispetto della clausola.

Ronaldo
Come e perché il Fenomeno aprì ai colori nerazzurri (AnsaFoto) – interlive.it

A quel punto il brasiliano si alzò, guardò Nunez negli occhi, cercò poi lo sguardo dei suoi procuratori, e quindi se ne andò. Per i catalani, l’attaccante aveva rotto un patto d’onore.

Branchini non perse tempo. Contattò subito Massimo Moratti, che conosceva come uomo appassionato e generoso, e gli propose il giocatore in grado di poter riportare gloria ai colori nerazzurri. Il presidente parò con Ronaldo e fra i due fu subito intesa. E, a quel punto, Moratti non esitò: pagò la clausola da 48 miliardi di lire. Una somma che all’epoca pareva folle.

E così, il 23 luglio 1997, Ronaldo arrivò a Milano. La folla lo accolse tributandogli un trionfo. Tutti capirono che stava per cominciare una nuova era. E fu una vera epopea mitica. E come in ogni epopea, arrivò il momento della tragedia, con le battaglie perse, le lacrime e l’infortunio.

Gestione cookie