Più di 150 partite con la maglia dell’Inter, con la quale vinse lo Scudetto nel 1980
Stanotte si è spento il Becca, Evaristo Beccalossi, Bandiera o meglio Leggenda dell’Inter. Un fantasista, un numero 10 come pochi al mondo: in estrema sintesi, un fuoriclasse. “Era sempre uno di noi – recita la nota di cordoglio del club nerazzurro – Ineffabile, come i suoi dribbling, unico, come il suo modo di trattare il pallone”.

Gianni Brera lo ribattezzò ‘Driblossi’, per la sua straordinaria capacità di dribbling. Oltre 150 partite con la maglia dell’Inter, che trascinò alla vittoria dello Scudetto nella stagione ’79/80.
Il ritratto che fece di lui Peppino Prisco dice tutto sulla grandezza e unicità di Beccalossi: “Non giocava con il pallone, era il pallone che giocava con lui. Non lo calciava, l’accarezzava riempiendolo di coccole”.
Ciao, Becca!🙏🖤💙 pic.twitter.com/Ud8sAlDsD0
— INTERLIVE.IT (@interliveit) May 6, 2026
Nel gennaio 2025 era stato colpito da un’emorragia cerebrale, Rimase in coma per 47 giorni al Poliambulanza della sua città, Brescia, dove si è spento questa notte alla soglia dei 70 anni (li avrebbe compiuti il 12 maggio). Lo Scudetto dell’Inter di Chivu gli ha dato l’ultima gioia calcistica. Becca amava l’Inter e gli interisti amavano lui.





