Il capitano e centravanti nerazzurro ritorna sullo sfogo al Mondiale per Club: “Con Thuram ci completiamo, non amo il mondo del calcio”
Per tutti la partita scudetto per l’Inter è stata quella contro la Roma dopo la sosta per le Nazionali. Dopo aver perso il derby e pareggiato con Atalanta e Fiorentina, i nerazzurri erano costretti a vincere. Recuperato dall’infortunio, Lautaro Martinez torna titolare e segna al primo minuto. Poi fa doppietta. E entra ancora di più nel cuore dei tifosi: “Nel calcio non si sa mai, ma se non mi mandano via io rimarrò qui fino a fine carriera“.

Lo ha detto il Toro di Bahia Blanca in una intervista alla Gazzetta dello Sport: “Al record di gol non ci penso, Meazza è la storia di Milano, ma per batterlo devo ricominciare a tirare i rigori. Mourinho dice che non avrei giocato nell’Inter del Triplete? Ognuno ha le sue idee, per me non ha senso fare paragoni tra epoche diverse. Bisogna vivere il presente, senza ascoltare troppo le chiacchiere e pensare al bene della squadra”.
La scorsa estate non fu facile per Lautaro Martinez: il ko in finale Champions e l’eliminazione al Mondiale per Club: “Ho sofferto molto. Non dico di aver chiesto di andare via, ma avevo la sensazione che se fosse arrivata un’offerta importante forse… Ero devastato. Chivu ci ha dato una mano, portando aria nuova. Senza nulla togliere a Inzaghi, che ci ha fatto vivere quattro anni meravigliosi. Thuram? Marcus e io ci siamo capiti piano piano, ci completiamo, anche nei caratteri. Non rimarrò nel calcio, che è un ambiente che non mi piace: sparirò“.





