Home Inter News: tutte le ultime notizie nerazzurre Da Thohir a Mancini, passando per 15 giocatori: è l’Inter dei ‘precari’

Da Thohir a Mancini, passando per 15 giocatori: è l’Inter dei ‘precari’

La squadra dell'Inter ©Getty Images
La squadra dell’Inter ©Getty Images

FUTURO INTER MERCATO / MILANO – Son tutti ‘precari’ i protagonisti del calcio moderno, più di quanto non lo fossero in quello passato. Dagli allenatori ai calciatori, passando per i dirigenti e, ormai anche loro, i presidenti. All’Inter però, ma lo stesso dicasi per Milan e Roma – solo per citare non a caso altre due big italiane -, la precarietà è sparsa in dosi esagerate. E questo in parte spiega il perché davanti a loro (o lei) ci siano Juventus e Napoli, squadre che a prescindere della guida tecnica hanno puntato tutto sulla continuità e sulla programmazione, con i risultati sotto gli occhi di tutti. Parlando esclusivamente di Inter: non si sa fino a quando Thohir continuerà ad essere l’azionista di maggioranza (la caccia a potenziali acquirenti delle sue quote e/o di quelle di Moratti è già cominciata), o se Mancini resterà pure l’anno prossimo. Non sappiamo che squadra verrà fatta, con la Champions a fare da spartiacque tra ridimensionamento (che non per forza di cose vuol dire indebolimento) e rafforzamento ulteriore di una squadra a cui mancano due-tre giocatori di un certo peso per puntare allo scudetto. Ecco, appunto, la squadra: a partire dal prossimo giugno potrebbe essere nuovamente rivoluzionata. E qui torna l’argomento precari. In rosa ce ne sono almeno quindici. Cinque sono sicuramente quelli che andranno via: Santon, Gnoukouri, Felipe Melo, Jovetic e Manaj. Per otto vale il ‘dipende dall’offerta’: Juan Jesus, Murillo, D’Ambrosio, Nagatomo, Brozovic, Kondogbia, Perisic (i ‘colpi’ del mercato estivo che fin qui non hanno convinto, specie il francese) e Icardi. Per due, ovvero Telles e Ljajic, il ‘riscatto’ – che costerebbe 8,5 e 11 milioni – non è così certo. Insomma, si preannuncia già da ora un’altra estate rovente, fatta di incertezze, smentite, tanti arrivi e tante partenze.

Raffaele Amato