Pezzali: “Dal Chelsea in poi guardo tutte le partite abbracciando la mia Fender”

0
41

Inter, il noto cantante e tifoso nerazzurro Max Pezzali, ha voluto ricordare le tappe principali che hanno portato la squadra di José Mourinho a vincere la Champions League ormai quasi 10 anni fa

L’Inter alza la Champions League

INTER PEZZALI CHAMPIONS LEAGUE/ Dopo Nicola Savino è la volta del cantante Max Pezzali, di essere intervistato da Sportweek per dare il suo contributo per rievocare la vittoria della Champions League della squadra di José Mourinho, dopo ormai quasi 10 anni e nello specifico le tappe che hanno portato a quel trionfo. Queste le sue dichiarazioni: “Il primo sentore di Champions lo capto dopo il passaggio del turno col Chelsea, è lì che i ragazzi costruiscono la loro convinzione. Ma la vera finale è col Barcellona. Ci arriviamo con una serie di complicazioni a nostro favore come l’eruzione del vulcano islandese che blocca i voli in Europa, costringendo gli spagnoli ad arrivare a Milano in pullman dopo ore di viaggio e presunti ‘allenamenti’ in autogrill. E’ un segnale, mi dico: da appassionato di cultura hawaiana mi appello a Pele, la dea dei vulcani. In momenti come questi, serve l’aiuto anche delle divinità pagane. E della mia Fender Bronco, chitarra del 1957: dal Chelsea in poi guardo tutte le partite abbracciandola. Momento clou la partita del Camp Nou: Fender in una mano e computer per sito voli low cost dall’altra. Sul triplice fischio, do l’ok per i biglietti, anche se sono schizzati da 80 a 600 euro. A Madrid alloggio in un albergo di soli tedeschi che mi ‘rapiscono’. Portato in una birreria bavarese, non riesco a pagare un giro di birra, wurstel o hamburger: tutti gentilissimi, offrono tutto loro. CLICCA QUI per le altre news sull’Inter.

LEGGI ANCHE >>> Calciomercato Inter, erede Lautaro | Rischio doppia beffa

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE:
Calciomercato Inter | Cessione vicina: le ultime

Calciomercato Inter, l’ex Milan per Conte | I dettagli del possibile

Al Bernabeu ho la percezione che quel gruppo non se ne sarebbe andato senza la coppa. Al ‘siamo devastanti‘ gli amici iniziano ad offendermi. Sembro matto, ma avevo ragione io…”.