Facchetti Jr: “Se questa squadra avesse avuto più concretezza, certe gare le avrebbe chiuse”

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Fiorentina-Inter, il figlio indimenticato Giacinto Facchetti, Gianfelice, ha voluto dare il suo parere il vista della sfida di domani sera allo stadio Artemio Franchi di Firenze contro la squadra di casa. Inoltre ha dato la sua opinione sulla situazione societaria

Inter, Gianfelice Facchetti

FIORENTINA-INTER GIANFELICE FACCHETTI INTERVISTA/ Domani sera, in uno stadio Artemio Franchi di Firenze desolatamente vuoto, si sfideranno Fiorentina e Inter. In merito alla partita FirenzeViola.it, ha voluto intervistare il figlio dell’indimenticato giocatore della squadra milanese Giacinto Facchetti, Gianfelice. Queste le sue prime dichiarazioni: “Da tifoso spero che l’Inter continui a fare bene. La partita con la Juve è stata affrontata nel modo giusto, migliorerà secondo me. Senza il pasticcio difensivo e il rigore dubbio, avremmo parlato di altro. Per il resto, non c’è stata discontinuità, Ci sono state prestazioni valide a gennaio, compresa quella di Coppa Italia contro la Fiorentina. Firenze non è mai un campo facile. Non essendoci il pubblico, forse, lo sarà di più. La Fiorentina ha due assenze delicate, Nikola Milenkovic e Gaetano Castrovilli, ma è una squadra che ha ritrovato identità: lo ha dimostrato anche col Torino, gestendo la partita in 9 senza grossi problemi”. Gli hanno chiesto, se la squadra di Antonio Conte è troppo dipendente da Lukaku e lui ha risposto: “Lo dicono i numeri. L’altra sera la squadra ha giocato, ma se su 49 gol, 20 li segna lui, qualcosa vuol dire. Non è un mistero che se questa squadra avesse avuto un filo in più di concretezza, certe gare le avrebbe chiuse. È un anno strano per tutti e anche qui la squadra avrebbe avuto bisogno di qualche altro innesto che non c’è stato a causa della pandemia e del passaggio di proprietà“.

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Poi ha voluto dare il suo parere sulla situazione societaria e ha spiegato: “Sono sicuro che sia qualcosa che Suning non avrebbe mai voluto. La prospettiva non era questa. La pandemia e le decisioni del governo cinese, hanno portato a questo punto. La fortuna nel momento difficile è che gli estimatori non mancano, quindi credo che nel giro di pochi mesi si arriverà una soluzione. Dall’altro si pone una riflessione sul fatto che per una società di calcio essere in balia di fondi speculativi, espone a questi rischi. In questo senso, mi auguro che la possibilità di un azionariato popolare diffuso per supportare che rileverà la maggioranza del club sia l’unica strada da seguire. Garantirebbe sicurezza per il futuro”.