Bastoni meno incedibile di altri | Perché va invece tenuto a tutti i costi

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Inter: il futuro di Alessandro Bastoni come di tanti altri componenti del club nerazzurro in bilico. Perché deve (o non deve) rimanere

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Alessandro Bastoni (Getty Images)

Alessandro Bastoni è uno di quei giocatori che ha giovato dell’approdo di Antonio Conte all’Inter. Il difensore nerazzurro, partito come riserva, si è preso presto la titolarità diventando, insieme a Stefan de Vrij e Milan Skriniar, la retroguardia della squadra Campione d’Italia. Tuttavia, a causa delle difficoltà economico-societarie del club, lui sembra essere uno dei possibili sacrificabili: cerchiamo allora di capire perché il talento italiano deve (o non deve) essere ceduto. Per tutte le altre news CLICCA QUI.

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Inter, addio Bastoni: perché si e perché (assolutamente) no

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Alessandro Bastoni (Getty Images)

Addio Bastoni, perché sì: è innegabile, l’Inter è in difficoltà dal punto di vista economico. E in più, come se non bastasse, l’incertezza sul futuro non manca affatto. Soprattutto per il difensore italiano, che è in attesa di firmare il rinnovo di contratto con i nerazzurri. Ma per stessa ammissione del suo agente, al momento è tutto fermo e questo potrebbe rendere la trattativa più complessa. In caso di addio, comunque, Marotta e colleghi potrebbero fare cassa. Bastoni è valutao circa 55 milioni di euro. Una cifra che, in tempi di Covid, di certo non si butta.

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Addio Bastoni, perché no: d’altro canto, però, cedere un giocatore talentuoso quanto lo è l’ex Parma potrebbe minare le certezze di una squadra che dopo lo scudetto conquistato può spiccare il volo in quanto a vittorie e ambizioni. Poi certo, fare cassa è importante, soprattutto nella situazione attuale in cui riversa Suning. Ma cedere un prezzo pregiato come Bastoni, significa tutto tranne che fare un salto di qualità.

Inter, futuro Bastoni: basta Dante, adesso vogliamo un nuovo libro

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Bastoni e compagni (Getty Images)

Parliamoci chiaro, molto chiaro. Di vendere Alessandro Bastoni proprio non se ne deve parlare. Non si tratta di fare polemiche barbose o cadere in beceri qualunquismi sul cuore spezzato del tifoso. Ma di capire lo spessore del presente e del futuro che rappresenta il Nazionale italiano. Che non è più quello che aveva trovato Conte quasi due anni fa alla Pinetina ma invece un ragazzo cresciuto e maturato. Un valore aggiunto di una squadra che, nell’ultimo biennio, di questi ne ha aggiunti davvero tanti. In più è interista, ma non solo interista tifoso. Interista per indole, modi di fare. Per dichiarazioni come “Giochiamo per l’Inter”, perché “Sogno di diventare capitano di questa squadra”. E poi, a quest’età non è facile reggere la pressione di vincere in una squadra allenata da Conte, mentre lui c’ha conquistato uno scudetto e da titolare.

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Per tutti questi motivi, quindi, Bastoni come tanti altri protagonisti di questa splendida stagione non deve partire. “Questo è solo l’inizio”. Quante volte è stato scritto, detto e ripetuto nelle ultime settimane? Bene, allora urge dimostrarlo. In primo luogo, senza vendere chi ha fatto la differenza tutto l’anno. E in secondis, facendo finalmente chiarezza. Anche perché questo gruppo non merita la conferma, ma proprio continuità di intenti oltre che di risultati. Altrimenti, questa stagione, rischia di essere ricordata come una bell’annata in paradiso in mezzo ad un decennio tra inferno e purgatorio: e noi, con tutto il rispetto, la Divina Commedia a tinte nerazzurre l’abbiamo già vissuta. Che il 2020/21 sia quindi un bellissimo prologo di un libro, speriamo, tutto ancora di scrivere.