Inter, a tutto Conte | Dal futuro alla vittoria dello scudetto

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Dopo l’addio all’Inter torna a parlare Antonio Conte in una lunga intervista a ‘Linea Diletta’ con Diletta Leotta. I temi toccati

Conte a Dazn

Antonio Conte ha messo una firma importante sullo scudetto dell’Inter, risultando decisivo per la crescita della squadra nell’ultimo biennio. Un paio di stagioni in totale crescendo per i nerazzurri, culminate col successo in patria che mancava ormai da troppo tempo e che ha rilanciato lo stesso tecnico salentino nell’olimpo degli allenatori italiani. Il divorzio dopo la vittoria ha però lasciato l’amaro in bocca a tutta l’ambiente che si consolerà con Simone Inzaghi. Intanto lo stesso Conte è tornato a parlare ai microfoni di ‘Dazn’ nel corso della puntata di ‘Linea Diletta’ con Diletta Leotta: “Penso di essere una persona che non si accontenta delle situazioni ‘comode’. Penso di aver scelto la situazione più difficile. L’obiettivo quando ho firmato per l’Inter era un progetto triennale per riportare l’Inter ad avere ambizione, a tornare a giocare per obiettivi importanti. Il fatto di esserci riuscito al secondo anno è stata una grande cosa. Fare l’allenatore sicuramente non è semplice, soprattutto se lo vuoi fare a grandi livelli e se hai anche le capacità di farlo ad alti livelli. Perché comunque le pressioni, le aspettative, lo stress è veramente tanto. Devi essere bravo a convivere e gestire certe situazioni sapendo che ti ritrovi sempre solo”.

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Inter, dallo scudetto al futuro: parla Conte

Antonio Conte (Getty Images)

Conte ha continuato sulla svolta per lo scudetto: “A livello di campionato il momento decisivo è stato quando abbiamo sorpassato il Milan. In quel momento devi reggere la pressione, perché da cacciatore diventi lepre. E devi capire che da quel momento in poi tutto dipende dal tuo risultato. Non dipendi da niente e da nessuno ma sai che vincendo metti pressione su tutti. Poteva esserci un po’ di ansia da primo posto in classifica. Invece noi abbiamo accelerato. E credo quello sia stato il momento decisivo perché da lì in poi, chi era dietro ha faticato perché vedeva che chi stava davanti continuava a vincere”. Sui calciatori: “Una cosa che mi riconoscono i calciatori è che è meglio una brutta verità che una bella bugia. Su una brutta verità costruisci, anche se al momento il calciatore o la persona che lavora con te ci può rimanere male”.

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Infine ecco dove si vede Conte tra 5 anni: “Mi piacerebbe fare delle esperienze all’estero. Mi piacerebbe andare in America“.