Barella: “Segnare un gol è sempre un’emozione, farlo all’Europeo è ancor più bello”

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Inter, lunga conferenza stampa di Nicolò Barella che ha parlato sia della bella vittoria della Nazionale sul Belgio che della prossima sfida con la Spagna

Barella ©Getty Images

Lunga conferenza stampa di Nicolò Barella, per parlare sia della bella vittoria dei quarti di finale contro il Belgio, sia in vista della partita con la Spagna. Per quanto riguarda la partita di martedì sera ha detto: “La Spagna campione d’Europa, come collettivo, era un centrocampo incredibile. C’erano grandissimi campioni, qui ci sono grandi giocatori. Speriamo di fare come loro e magari anche meglio“. In questo periodo è tornata in auge la canzone dei mondiali del 1990 e gli hanno chiesto come sta vivendo le sue ‘Notti magiche‘ e lui ha spiegato: “Si possono vivere emozioni anche senza averle vissute, coi racconti. Quel 1990 è stato bello, speriamo di farlo rivivere alla gente in un periodo così”. Il calciatore ha poi parlato sia del centrocampo azzurro, che dei suoi compagni e ha dichiarato: “Siamo tutti titolari. Non sono io il titolare e Locatelli l’alternativa. Poi ci sono Pessina, Castrovilli, chi è rimasto a casa per infortunio o che ci è rimasto per altre scelte. Parlare solo di noi tre sarebbe irrispettoso, ma insieme a quello dell’Inter è uno dei centrocampi più forti in cui abbia giocato. Qui mi trovo altrettanto bene“. Il calciatore è entrato nello specifico parlando di Jorginho, del quale ha detto. “Non sbaglia mai, lo fa raramente, è sempre difficile dire che poteva fare meglio o in un altro modo. Ognuno fa il suo gioco, si può sempre far meglio o peggio ma il calcio è così. E Jorginho raramente fa male o peggio“. Il centrocampista ha confermato di essersi perso il discorso di Roberto Mancini al termine della partita, perché si stava scambiando la maglia con Lukaku e sul calciatore belga e suo compagno in nerazzurro ha rivelato: “Ero dispiaciuto per lui. Abbiamo creato qualcosa di speciale, ma avrà tante altre occasioni per festeggiare“. Per quanto riguarda la Spagna di ieri, piena di esempi da seguire e quella di oggi, si è espresso così: “Hanno avuto grandi campioni che hanno ispirato tutti, come Xavi e Iniesta. È facile dire che siamo stati ispirati ma tutti quelli che amano il calcio. Io ho caratteristiche diverse, rivedermi in loro era difficile. Busquets è da tanti anni uno dei migliori al mondo, nella Spagna e nel Barcellona: c’è solo da fargli i complimenti. Poi ci sono Pedri, Koke. Sarà una bella partita e cercheremo di battere il loro centrocampo e la Spagna“. Gli hanno chiesto, che cosa significhi per lui rappresentare la Sardegna e ha spiegato: “Segnare un gol è sempre un’emozione, farlo all’Europeo è ancor più bello. Per me il gol è bellissimo, aiutare la squadra è ancora meglio. Riva è un mito irraggiungibile, poi quel che farò io nella mia carriera sarà comunque bellissimo. Spero di avvicinarmi e di rendere orgogliosa la Sardegna“. Non poteva mancare una domanda sul grave infortunio successo a Spinazzola e in merito ha detto: “È stato strano non festeggiare perché è successo qualcosa al tuo compagno, che è stato un protagonista. È stato difficile, è stato il primo gol per il quale non ho esultato a fine partita. Il calcio dà tanto e ci toglie tanto, purtroppo è il nostro lavoro e la nostra passione. Non possiamo far altro che renderlo orgoglioso in altri modi e festeggiare per lui”. Gli hanno domandato un parere su Emerson Palmieri. che avrà il compito di sostituire il giocatore della Roma e Barella ha dichiarato: “Hanno caratteristiche diverse, sono tutti e due propensi alla fase offensiva: Eme è un grandissimo giocatore come Spina. Non c’è nessuno preoccupato per questo, nessuno ha niente da consigliare a lui: ha vinto la Champions, ci aiuterà come ha sempre fatto. Ha già giocato tantissime gare per noi, c’è solo fiducia per lui”. In merito alla possibilità della Nazionale italiana di vincere l’Europeo ha risposto: “Come ho detto da quando sono qui in Nazionale, il mister ci ha dato una mentalità vincente. Giochiamo sempre per vincere. A me è andata sempre bene, ma il mister ha fatto un grandissimo lavoro. La sua mentalità ci ha dato tanto, giochiamo tutte le gare per vincere sempre, fino alla fine. Ora affronteremo la Spagna: è una gara difficile, siamo due squadre simili perché vogliamo entrambe il pallino del gioco. Cercheremo di tenerlo noi e di metterli fuori tempo. Spero sia una bella partita, ce la godremo in un grande stadio e in un ambiente fantastico”. Gli hanno ricordato la vittoria sulla Spagna Under 21 e lui ha raccontato: “Siamo andati sotto, poi siamo poi riusciti a recuperare. È stata una gara complicata: la Spagna, sia a livello di Nazionale A che di giovanili, vuole sempre dominare il gioco. Però avevamo la squadra migliore di quella competizione, anche se poi purtroppo abbiamo commesso degli errori che non ci hanno permesso di vincere e son stati bravi loro ad arrivare alla finale per poi vincerla. Però è un bel ricordo: è stata la prima gara importante in una competizione del genere”. Per tutte le altre news di calciomercato e non solo sull’Inter CLICCA QUI.

 

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Gli hanno chiesto, se vede delle similitudini tra la sua Inter e questa Nazionale e lui ha risposto: “La parola che le accomuna la tengo dentro di me e la dico alla fine. C’è sicuramente una grandissima unità d’intenti, l’obiettivo era lo Scudetto e ce l’abbiamo fatta. Qui era arrivare più lontano possibile e ce la stiamo facendo alla grande. E poi c’è il gruppo: ha fatto la differenza all’Inter e lo sta facendo qui. Qui è anche più facile, siamo tutti italiani, abbiamo una cultura simile che ci avvicina”. L’ultima domanda ha riguardato la sua famiglia e il fatto che così giovane abbia già tre figlie e lui ha spiegato: “Mi sono sempre piaciute le responsabilità. Spero di renderle orgogliose: mi mancano e le mando un bacio, sperando di festeggiare con loro alla fine”.