Pagliuca: “Sono davvero orgoglioso e fiero di entrare nella Hall of Fame dell’Inter”

0
49
Gianluca Pagliuca – Getty Images

Il sito ufficiale dell’Inter ha indetto il quarto sondaggio per scegliere i 4 calciatori nerazzurri da inserire nella Hall of Fame, uno per ogni ruolo: portiere, difensore centrocampista e attaccante. Il primo ad avere la certezza di aggiungersi a Zenga, Toldo e Julio Cesar, è Gianluca Pagliuca che in nerazzurro giocò dal 1994 al 1999, vincendo la coppa Uefa del 1998. Queste le sue dichiarazioni, dopo la conferma di essere entrato nell’elenco delle leggende nerazzurre: “Sono davvero orgoglioso e fiero di entrare nella Hall of Fame dell’Inter. Essere scelto dai tifosi nerazzurri è per me un onore e testimonia quanto di buono fatto in quei cinque meravigliosi anni con la maglia dell’Inter. Li ringrazio e li porto nel cuore. Se riguardo indietro i ricordi sono tanti, ma è impossibile non ricordare la Coppa Uefa 1998, arrivata al termine di una cavalcata strepitosa, con anche partite complicate e rimonte incredibili. Fu un trionfo. Quel giorno a Parigi ero capitano, in quanto lo Zio Giuseppe Bergomi era infortunato: alzammo la coppa insieme, un ricordo unico. Nella gioia di un’avventura stupenda resta sempre il rammarico per quel campionato che non siamo riusciti a vincere, e sappiamo bene come andarono le cose. Peccato perché sarebbe stata una doppietta davvero importante. Vincono però i pensieri positivi, come quello dei derby di campionato: 4 vinti e 6 pareggiati, sempre con mie grandi parate, bellissimo”.

LEGGI ANCHE >>> ESCLUSIVO | Agente Sottini: “A Pistoia primi mesi positivi, l’Inter lo segue. Futuro? Vi spiego”

LEGGI ANCHE >>> Calciomercato Inter, nessun affare in Spagna (a gennaio): fuori per 4 mesi

LEGGI ANCHE >>> INTERLIVE | Brozovic ad altezza Lautaro: il rinnovo ora è vicino

L’ex estremo difensore ha poi proseguito dicendo: “Raggiungo nella Hall of Fame due miei compagni davvero straordinari: Beppe Bergomi e Ronaldo. Lo Zio fu straordinario nell’accogliermi all’Inter nel 1994: lui era un grandissimo amico di Zenga e io arrivavo proprio al posto di Walter. Fu super: come giocatore, ovvio, ma anche come persona. Ronie… Che devo dire! Il più forte con cui abbia mai giocato, nel 1997/1998 fece cose uniche e inimitabili“.