Incubo 2011/2012: Inzaghi, l’esonero è dietro l’angolo

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Contratto e mancanza di sostituti di peso tengono aggrappato il tecnico alla panchina dell’Inter. Ma con Barcellona e Sassuolo si gioca tutto

Inzaghi si gioca tutto nei prossimi 180′, ma è chiaro che una sconfitta fragorosa domani sera contro il Barcellona potrebbe spingere l’Inter ad anticipare i tempi dell’esonero. Che nei fatti, nei numeri il tecnico piacentino si meriterebbe tutto.

Crisi Inter, tutti i numeri: Inzaghi da esonero
Simone Inzaghi ©LaPresse

Inzaghi è ancora sulla panchina nerazzurra perché la situazione economica del club è molto più che precaria. Solo lo scorso 21 giugno, appena tre mesi fa, ha poi rinnovato fino al 2024 (con opzione per un’altra stagione) vedendo aumentare il suo stipendio a circa 5,5 milioni di euro netti bonus esclusi. Oltre al contratto oneroso, esiste il problema del sostituto. Oggi su piazza, al di là di nomi fuori portata quali Tuchel e Pochettino nonché di suggestioni alla Bielsa che in corso d’opera rischierebbe di fare più danni di una grandine, non c’è nessun allenatore in grado di dare garanzie su una inversione di rotta. L’unico che scalda i tifosi, o perlomeno una parte di essi è sicuramente Dejan Stankovic, il grande ex che quasi mai ha funzionato.

INCUBO 2011/2012 – L’inizio di questa stagione ricorda tremendamente quello del 2011/2012. Ora come allora, cinque sconfitte nelle prime dieci partite, 4 in campionato e una in Champions League, con Gasperini (a proposito di difesa a tre…) che venne esonerato dopo il tracollo di Novara. Al suo posto arrivò Ranieri, un papabile subentrante pure adesso, il quale dopo un grande avviò si incartò – complice un mercato di gennaio discutibile, con l’addio di un pilastro quale Thiago Motta – venendo a sua volta licenziato per far posto all’allenatore della Primavera di allora, Andrea Stramaccioni. L’incubo del 2011/2012, tre cambi di panchina per ottenere alla fine un sesto posto, aleggerà sicuramente negli uffici di viale della Liberazione.

Inzaghi ha perso il controllo dello spogliatoio

Calciatori, società e proprietà, le responsabilità non sono solo di Inzaghi ma è chiaro che in queste situazioni a pagare è e sarebbe solo l’allenatore. Che, va detto, ha visibilmente perso il controllo dello spogliatoio (i calciatori non lo ritengono un top), il polso di una squadra che non è più tale, almeno in campo dove si assistono a battibecchi continui che rispecchiano l’immagine di un gruppo non più compatto come negli anni precedenti. Sul piano psicologico l’Inter è fragilissima, lo dimostrano le tre rimonte subite. In generale è stata fin qui un’Inter monocorde, poco concentrata e poco cattiva.

Inter quarta peggior difesa della Serie A

Crisi Inter, tutti i numeri: Inzaghi da esonero
Simone Inzaghi ©LaPresse

L’estate turbolenta avrà magari inciso nella testa di alcuni big, su tutti Skriniar, e forse il mercato è stato un po’ da tutti sopravvalutato, come sottovalutata è stata la partenza di Perisic, ma le colpe di Inzaghi risultano comunque troppo pesanti tra scelte di formazione incomprensibili e sostituzioni in ritardo o senza un senso logico. A chiudere il cerchio ci sono i numeri, anche solo quelli relativi ai gol incassati; 13 in campionato che fanno dell’Inter la quarta peggior difesa della Serie A. Peggio hanno solamente fatto Monza (14), Spezia-Cremonese (15) e il fanalino di coda Sampdoria (16) che ha appena esonerato Giampaolo. Proprio l’esonero, senza una svolta, è ciò che attende Inzaghi. Non sarebbe la panacea dei mali dell’Inter, ma l’unico rimedio possibile per tenere vivi gli obiettivi (il minimo diventato ora massimo, il quarto posto) prefissati a inizio stagione.