Contestato al designatore Rocchi il reato di frode sportiva, Marotta tranquillizza i tifosi, ma l’avvocato riparla di Calciopoli
L’Inter è a 3 punti dal suo 21esimo scudetto, che potrebbe arrivare nel prossimo week end, addirittura prima di scendere in campo contro il Parma, in caso di sconfitta del Napoli e di mancata vittoria del Milan. Ma a tenere banco è soprattutto la questione legata all’indagine per frode sportiva che riguarda il designatore arbitrale Gianluca Rocchi. Con i nerazzurri tirati in ballo per presunte richieste di arbitri graditi per le partite della scorsa stagione.
Nel prepartita contro il Torino, il presidente Beppe Marotta ha voluto tranquillizzare i tifosi interisti sull’estraneità ai fatti del club. A chi parla di Calciopoli bis, bisognerebbe ricordare che a quei tempi la Juventus vinceva gli scudetti, mentre l’anno scorso all’Inter fu scippato proprio da errori arbitrali.

Il famoso Inter-Verona, con il gol convalidato a Bastoni nonostante il fallo su Duda, risale a due stagioni fa. A parte il fatto che non fa parte dell’inchiesta, in quella stessa partita subito dopo venne concesso un rigore generoso ai veneti. L’impressione è che l’indagine sia appena all’inizio, ma per ora nessun tesserato, dipendente o dirigente nerazzurro risulta indagato.
Ma la domanda nasce spontanea: cosa rischia l’Inter se gli dovesse essere contestato il reato di frode sportiva. L’avvocato Grassani a Dazn risponde così: “In caso di responsabilità, ci sarebbero conseguenze gravi: per i tesserati il minimo è 4 anni di squalifica. Per i club si va da 3 punti di penalizzazione alla retrocessione all’ultimo posto in classifica. In base al principio di affettività, i club devono scontare la penalizzazione in questo campionato o al massimo in quello successivo”.





