Helveg: “Eriksen è un top player di un’intelligenza pazzesca”

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Inter, l’ex difensore Helveg connazionale di Eriksen ha voluto dare un parere sul nuovo acquisto della società meneghina. La sua opinione è stata molto lusinghiera confermando che è un top player che può fare la differenza

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Eriksen in azione (Getty Images)

INTER HELVEG SU ERIKSEN/ L’ex difensore Thomas Helveg, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport per dare un’opinione sul nuovo acquisto dell’Inter Christian Eriksen. Queste le sue prime parole: “Christian Eriksen può essere un colpo da scudetto“. Poi ha spiegato: “La lotta è aperta, ci sarà da divertirsi. Cosa intendo? Che l’Inter, con l’acquisto di Eriksen, potrà lottare fino alla fine. Magari è l’anno buono”. Gli hanno domandato, quale potrà essere la posizione dell’ex Tottenham nel modulo di Conte e lui ha detto: “Christian, ovviamente, non è una punta. Credo che da trequartista possa dare il meglio di sé: è un giocatore duttile, al quale va lasciata una certa libertà. Recupera molti palloni e può far male anche entrando in possesso sulle fasce. La cosa più importante è che riesca a giocare con la porta di fronte. E poi, oltre alle indiscutibili qualità tecniche, è un giocatore di un’intelligenza pazzesca”. Gli hanno chiesto, che carattere ha il suo connazionale e lui ha risposto: “Non lo conosco al 100%, ma posso dire che è un ragazzo umile, anche riservato. Non ama i riflettori e apparire in prima pagina. È il tipico ragazzo danese, diciamo così”. Sul calciatore c’erano molte squadre, come mai ha scelto proprio Milano e Helveg ha dichiarato: “Sapevo dell’interesse di altri grandi club europei, come Barcellona e Real Madrid. Evidentemente, ha ritenuto l’Inter la scelta migliore giunto a questo punto della propria carriera. Parliamo di un top player, anche in Danimarca si augurano possa fare grandi cose considerando che a giugno ci sarà un Europeo da disputare. E lui dovrà cercare di trascinarci”.

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Infine gli hanno domandato, se il suo connazionale ha qualche lacuna da migliorare e lui ha spiegato: “Forse nella cattiveria quando si tratta di prendere in mano il match. È una stella, ma da solo potrebbe far fatica: se la squadra attorno a lui gira, può incidere maggiormente”.