Cristiano Zanetti: “Sono sempre stato felicissimo di vestire la maglia nerazzurra”

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Inter. l’ex centrocampista Cristiano Zanetti in nerazzurro per 5 stagioni prima di passare alla Juventus, è stato intervistato da Calciomercato.com e ha voluto ricordare alcuni momenti della sua carriera

Cristiano Zanetti ai tempi dell’Inter (Getty Images)

INTER CRISTIANO ZANETTI INTERVISTA/ L’ex centrocampista Cristiano Zanetti, è stato intervistato da Calciomercato.com per ricordare i momenti salienti della sua carriera, che lo hanno visto indossare le maglie di Fiorentina, Cagliari, Roma Inter e Juventus. Queste le sue prime dichiarazioni: “Il passaggio dalla Fiorentina all’Inter lo vissi con sorpresa. Ero della Fiorentina, era una cosa bella, perché andavo in una società importante come l’Inter, però non me l’aspettavo che la Fiorentina mi desse via così. Avevo fatto bene, due anni di B, le Nazionali giovanili, e poi mi sono ritrovato in quella realtà, piena di campioni, ed era difficile per un ragazzo come me trovare spazio, non era possibile giocare per un ventenne”. Gli hanno fatto notare che in quella squadra c’erano tanti giovani come Nicola Ventola, Sebastian Frey, Mohamed Kallon e lui ha spiegato: “Sì, ma furono presi per giocare poco… Sono però stato anche fortunato, perché poi sono andato anche a Roma, con un allenatore importante che mi ha insegnato tanto e in un gruppo che mi ha accettato subito”. Dopo aver disputato due stagioni a Roma, vincendo anche lo scudetto il primo anno, è tornato nuovamente all’Inter e in merito ha detto: “Mi sono trovato bene con tutti, tranne che nell’ultimo anno con Roberto Mancini, ma perché ero in scadenza di contratto, c’erano problemi con il rinnovo e quindi poi è venuto fuori il discorso della Juventus e tutto si è complicato. Nei primi sei mesi è andato tutto bene, a gennaio le cose sono cambiate, con più problematiche. Prima, però, sono sempre stato felicissimo di vestire quella maglia, ho sempre dato tutto, nel bene e nel male. Ci sono state annate più importanti e alcune meno. C’è stata la semifinale di Champions, il 5 maggio ma anche le Coppe Italia e le Supercoppa. All’Inter eravamo forti, ma era difficile che ci fosse un divario come in questi anni.

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Anche perché i presidenti spendevano tantissimo, i giocatori più forti erano in Italia, la verità è questa. Anche quelle meno blasonate, avevano un top per squadra. A volte davvero bastava un episodio…”.